"Odio quando mi guardano così": che cosa ha ucciso Dolores O' Riordan

In attesa delle perizie mediche sul corpo, nel corso degli anni la cantante ha spiegato cosa la stava perseguitando e consumando. Dettagli finora sottovalutati

Dolores O' Riordan (1971-2018)
Dolores O' Riordan (1971-2018)
di Cristiano Sanna   -   Facebook: @Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Si è uccisa? Magari abusando di qualche antidepressivo? Oppure il fisico ha ceduto, schiantato dallo stress e dal terrore esistenziale? Giù la maschera e lasciamo perdere le dichiarazioni evasive della polizia inglese che prima ha definito "sospetta" e poi corretto in "non sospetta" la morte di Dolores O' Riordan. Trovata senza vita dal personale delle pulizie nel bagno della sua stanza all'hotel Hilton di Park Lane a 46 anni il 15 gennaio scorso, proprio mentre era nella capitale inglese per registrare alcune tracce vocali di una cover di Zombie, l'hit che le diede la fama mondiale con i Cranberries. Una delle donne di spettacolo più ricche, Dolores, con un patrimonio personale stimato attorno ai 40 milioni di sterline. Passata attraverso un calvario personale che la inseguiva fin da bambina. E mai risolto. Semmai, peggiorato con il successo e la fama. Come lei stessa spiegò anni fa.

"Quegli occhi addosso"

Dei problemi di depressione, del disturbo bipolare che affliggeva Dolores O' Riordan si è parlato e scritto già in abbondanza. Molto si è speculato sulla tristezza nello sguardo della cantante, ritratta in un foto del 4 gennaio su Twitter in cui scriveva "Ciao ciao Gio', torniamo in Irlanda". Poi l'arrivo a Londra, l'inizio delle registrazioni, la telefonata all'amico e manger discografico Dan Waite che ha raccontato a People: "Era vitale, non vedeva l'ora di registrare le voci, abbiamo scherzato e mi ha detto che era felice di rivedere me e mia moglie". Tutto normale dunque? No, dato che altri amici della O' Riordan avevano detto che si trovava in un nuovo periodo di terribile depressione. Allora mentre si aspetta l'esito delle perizie mediche sul corpo è forse più utile fare qualche passo indietro, fino a una intervista che la cantante dei Cranberries, concesse all'Independent nel 2009. In cui spiegò: "Odio che tutti mi guardino. Prima cantavo musica tradizionale irlandese, ma lì la gente viene, si siede, sta per conto suo e ascolta. La musica è una questione di ascolto, non di mettersi lì a guardare. E' una cosa che mi fa diventare matta". C'era qualcosa di antico, dunque, a incrinare il rapporto che Dolores O' Riordan aveva con se stessa. Come persona e donna, prima che come celebrità.

Perdere tutto, perdere se stessi

Era ormai di pubblico dominio il racconto della violenza sessuale che Dolores subì ad appena 8 anni ("è andato avanti per quattro anni, e dopo ti senti orribile e disgustante") da parte di un amico di famiglia. La percezione di essere sporca, di aver perso la dignità, continuando a scivolare dopo aver perduto precocemente entrambi i genitori. Inutili, evidentemente, i 20 anni di matrimonio e i tre figli avuti da Don Burton, ex manager dei Duran Duran. Inutile il nuovo amore con il dj Olé Koretsky newyorkese, con cui una Dolores dallo sguardo assente è  stata ritratta in foto su Instagram, sopra la scritta "Nye: takeaway, Tv, Pajamas". I problemi di umore della cantante erano andati peggiorando anno dopo anno. Nel novembre del 2014 aveva aggredito gli assistenti del volo da New York a Shannon, e poi si era scagliata contro la polizia che la arrestava, urlando "sono la regina di Limerick, sono un'icona". Nel 2017 aveva apertamente detto di soffrire di sindrome bipolare, e i suoi problemi di salute avevano costretto i Cranberries a sospendere l'ultima parte del tour europeo lo scorso maggio. Dolores era in cura psichiatrica, dopo aver lasciato finalmente perdere l'alcol mischiato ai sonniferi che l'aveva seguita nei camerini e nelle stanze vuote d'albergo per anni.

Lo sguardo di Dolores nella foto con il nuovo fidanzato, ai primi di gennaio

Affogare nel rumore

L'ultimo ricovero era di qualche settimana fa. La cantante scontava un altro errore: aver scelto di vivere nella caotica e stressante New York, lei che si era sempre definita una campagnola. Perché gettarsi nel ritmo infernale e nei rumori della Grande Mela? Perché non tornare nella sua Limerick? Forse perché lì avrebbe ritrovato, assieme a parenti e amici, i fantasmi delle violenze subite. I primi occhi che l'avevano guardata con ammirazione e desiderio, quelli del violentatore che aveva ucciso qualcosa dentro di lei. Occhi che si riflettevano in quelli del pubblico oceanico che la aspettava allo stadio nel periodo in cui con i Craneberries vendeva qualcosa come 40 milioni di dischi in tutto il mondo. Non era questa la musica che poteva salvarla. Lo raccontò alla stampa inglese e irlandese fra metà anni Novanta e i primi Duemila: "Adoro John Lennon, quando ha lasciato i Beatles ha scritto musica solo per se stesso, per Yoko e per i loro figli. ll mio pezzo di paradiso? Il focolare che mi aspetta in un cottage fuori Limerick, con un posto per mia madre, un po' di cavalli, un pony per mio figlio piccolo, un grosso maiale, cani da pastore, gatti e qualche anatra". Nel silenzio e nella pace che Dolores O' Riordan ha cercato fino all'estremo. 

L'ultimo "tweet", il 4 gennaio