Opere e balletti 'made in Italy' i più viaggianti d'Europa

Opere e balletti 'made in Italy' i più viaggianti d'Europa
di Adnkronos

Roma, 12 ott. (AdnKronos) - Le Fondazioni liriche italiane prendono letteralmente il volo tanto da segnare il record europeo delle tournée con 42 serate offerte nei palcoscenici di tutto il mondo. Non era mai successo infatti che ben 7 enti teatrali del nostro paese abbiano programmato in un anno un numero così alto di tappe all’estero. In pole position a questa originale classifica, stilata e pubblicata dalla rivista 'Classic Voice' nel numero in edicola da domani, c'è il Regio di Torino con 12 rappresentazioni teatrali fuori dai confini nazionali entro luglio 2018, seguito dalla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera e dal San Carlo di Napoli. La Fondazione lirica torinese, infatti, con 4 titoli d’opera per 12 recite (più un concerto sinfonico) vola in 4 città di 4 diverse nazioni da agosto 2017 a luglio 2018. La Scala di Milano visita 3 città di 3 paesi diversi (4 recite d’opera e 5 concerti), il Comunale di Bologna 2 città di 3 paesi (5 recite d’opera e 1 concerto), il San Carlo di Napoli una sola città ma con 6 recite di 3 titoli diversi. In partenza anche l’Opera di Roma, il Carlo Felice di Genova, l’Arena di Verona, il Rossini Opera Festival di Pesaro e il Sociale di Como, mentre all’elenco dei teatri viaggianti, nella passata o nella prossima stagione, vanno aggiunti pure il Lirico di Cagliari, l’Opera di Firenze, il Massimo di Palermo e il Verdi di Trieste. L’exploit è legato alla scoperta di un nuovo mercato: la passione per la lirica si è diffusa, oltre che in Estremo Oriente, anche in Medio Oriente, dove si vuole conoscere l’opera italiana in versione 'doc'. Perciò vengono scritturate le nostre compagnie. Buone notizie anche sul fronte delle orchestre sinfoniche. Nello stesso periodo, la Filarmonica della Scala (17 concerti all’estero in 14 città) e l’Orchestra di Santa Cecilia (16 concerti in 12 città) sono fra le 10 orchestre europee che viaggiano di più all’estero. Negli ultimi 5 anni i ceciliani hanno realizzato quasi 90 concerti all’estero, gli scaligeri quasi 50. Inattaccabili i primati dei Wiener Philharmoniker con 49 concerti nel 2017-18 (oltre a quello della Filarmonica di San Pietroburgo che abitualmente totalizza più di 50 concerti all’estero). Seguono Budapest Festival Orchestra (30) e Berliner Philharmoniker (24). Fra i direttori stabili con la valigia in mano, il più 'dinamico' è il veterano Yuri Temirkanov (44 concerti con la Filarmonica di San Pietroburgo), seguito dall’ungherese Ivan Fischer (30 concerti nel 2017-18 con la Budapest Festival Orchestra) e dal britannico Simon Rattle (24 con i Berliner). Tra gli italiani Daniele Gatti (20 concerti con il suo Concertgebouw di Amsterdam), seguito da Riccardo Chailly (16 concerti con la Filarmonica della Scala, a cui vanno aggiunti però 3 con l’Orchestra della Scala e 7 con la Lucerne Festival) e Antonio Pappano (16, con Santa Cecilia), che il prossimo 20 ottobre vola negli Usa per una tournée di 5 giorni con il debutto dell’orchestra romana alla Carnegie Hall di New York.