Sting e Shaggy, la nuova strana coppia della musica: "Uno più uno fa tre, chiaro no?"

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Sting e Shaggy, l’ex leader dei Police e mister “Boombastic” nuova strana coppia della musica internazionale sbarca a Sanremo e dimostra che questa collaborazione non è poi così strana. I due sono seduti su un divano di un hotel della città dei Fiori e, anche se sono svegli dalle 4 del mattino scherzano e si prendono in giro come due vecchi amici. A Sanremo portano la loro “Don’t make me wait”, la canzone dal sapore caraibico appena uscita e già programmatissima dalle radio. “Il nostro credo che sia un messaggio sociale e politico molto importante da dare. Ora che il mondo è diviso in destra e sinistra e bianco e nero. E la musica può avere un ruolo molto importante nel conciliare questi opposti”, spiega Sting che ogni tanto si stropiccia i capelli color platino. E poi aggiunge: "La mia filosofia è che uno più uno fa tre". Shaggy, seduto accanto, lo imita e scherza, come potete vedere nel video che Tiscali.it ha avuto il permesso di registrare durante l'intervista.

Giamaica, mon amour

L’ex leader dei Police racconta del suo amore per la Giamaica e per la musica reggae: “In Giamaica ho trascorso tanto tempo negli anni Ottanta e ammiro la loro cultura”. Un omaggio a Bob Marley? Pronto risponde: “Può essere, in effetti ieri era il suo compleanno”.

Ma Sting sul palco dell’Ariston ha deciso di portare anche un omaggio alla musica italiana. D’altra parte non è un mistero che ami in particolar modo il nostro Paese dove trascorre lunghi periodi dell’anno da 21 anni a questa parte e dove, nella sua tenuta in Toscana, si è messo anche a produrre vino. “Ho scelto di cantare la mia “Mad About You” perché Zuccehro molti anni fa l’ha tradotta in italiano. Ho accettato di cantarla anche se è difficile perché ha tante sillabe. Mi sono preparato e se non è troppo veloce, ce la farò”. E poi scherza: “Se non ci riesco magari la canterò in portoghese”.

I due sono entrati in contatto grazie a Martin Kierszenbaum, attuale manager di Sting e ex responsabile A&R di Shaggy. E hanno deciso di entrare in studio insieme dopo aver ascoltato un nuovo brano su cui Shaggy stava lavorando. In un primo momento la collaborazione prevedeva soltanto la registrazione di “Don’t Make Me Wait” ma l’intesa e l’evidente simpatia ha prevalso e ha fatto da terreno fertile anche alla creatività: “Abbiamo subito notato di avere tante cose in comune”, racconta Sting. E così i ritmi, i testi e le melodie hanno iniziato a fluire rapidamente: il risultato è un disco insieme “che riflette l’antica cultura giamaicana ma in modo gioioso”. Il titolo è “44/876”, ovvero i due prefissi telefonici dei rispetti Paesi di appartenenza, e uscirà il prossimo 20 aprile. E Sting confessa: “Di Shaggy mi piace molto la sua “It wasn’t Me” perché è racconta una bella storia capace di coinvolgerti. Ma in realtà ciò che mi piace di più è la voce di Shaggy: quando la sento mi dà energia. Certo, poi, Mister Boombastic è fantastica”.

E Sting sfodera anche qualche parola in italiano

Anche Shaggy qui da noi si sente a casa: “Qui da voi c’è una grande comunità giamaicana e anche una cultura reggae molto forte come, per esempio, a Bari e a Catanzaro. L’Italia è il mio paese preferito in Europa: il cibo è fantastico e la gente calda”. Sting annuisce e in itaiano aggiunge: “Sono simpatici”. E poi naturalmente, guardando l’amico, aggunge: “Emi piace ilvino naturalmente”.