Rita Pavone contro Mannoia e Berté: "A Fiorella faccio le scarpe, a Loredana dico addio"

Rita Pavone contro Mannoia e Berté: 'A Fiorella faccio le scarpe, a Loredana dico addio'
di Cinzia Marongiu   -

Tutto in lei, da sempre, riconduce alla grinta e alla schiettezza. E così non c’è da stupirsi se Rita Pavone, monumento nazionale alla black music e indimenticabile interprete del Gianburrasca televisivo che le diede immenso successo negli Anni Sessanta, ha deciso di parlar chiaro e di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. In particolare Rita se l’è presa con Fiorella Mannoia e Loredana Berté. A spiegare l’accaduto è la stessa Rita Pavone in un lungo post su Facebook nel quale parla della sua esclusione al concerto “Amiche” organizzato l’estate scorsa all’Arena di Verona per festeggiare Loredana Berté. Ecco cosa scrive Rita Pavone:  “Mi era già stato detto da un amico, e non c'ho voluto credere perchè mi sembrava una cosa così ridicola ed inaudita per essere vera, però ieri me lo ha ripetuto una persona molto affidabile e allora comincio a sospettare che ci sia del vero e che quindi, colei che canta queste bellissime parole di solidarietà umana e di amore " ...nessuno è diverso nessuno è migliore.. ", essendo del lavoro la produttrice, risulterebbe avere imposto a Loredana Berté che questa non mi inserisse nel cast del suo concerto "Amiche", avvenuto l'estate scorsa all'Arena di Verona - cosa che in effetti mi colpì, giacché in quel gruppo di donne, la maggior parte di loro non solo non poteva essere "amica" di Loredana, ma non l'aveva neanche mai vista di persona.. - adducendo a una giustificazione che, se vera - il condizionale è comunque d'obbligo - sarebbe da ritenere miseramente patetica e meschina poiché sarebbe stata detta da una donna che passa agli occhi di tanti come persona altamente altruista.

Ecco i motivi

Da una che risulta essere animata solo ed esclusivamente  da uno stato d'animo atto a promuovere la felicità e il benessere altrui”. Non basta. Perché se il giudizio che Rita Pavone ha di Fiorella Mannoia (che non nomina mai nel suo lungo post) non è lusinghiero, ciò che le brucia di più riguarda Loredana Berté. Perché Loredana è, o forse sarebbe meglio dire, era, una sua amica. Ecco come continua: “ Ma se invece quella imposizione dovesse risultare vera,  state pur certi che io non solo farei spallucce a quella signora che, pur non avendo la mia età ne è ormai assai vicina, ma alla quale io faccio ugualmente le scarpe sia per energia che per altro nonostante io sia madre di due figli ormai uomini, io le farei solamente notare che il suo atteggiamento puerile lo hanno solo le persone povere di spirito e di cuore, le quali, possedendo solo quel piccolo orticello di fama da salvare, temono quindi coloro che invece sono soliti ad averne praterie intere. Quindi con lei nessun problema.

Per Loredana non faccio spallucce

"Invece, nessunissima spalluccia avrei verso il comportamento poco leale della mia "amica" Bertè alla quale invierei solo un bel e definitivo BYE BYE . E forever. Se anche lei fosse stata pesantemente condizionata da quel aut aut, avrebbe dovuto comunque avere il sacrosanto dovere di parlarmene, anche solo con una telefonata. Non solo io avrei capito la situazione ma l'avrei maggiormente apprezzata come amica, perché io sono forse l'unica vera amica, totalmente disinteressata che Loredana abbia mai avuto nella sua vita, tranne Aida Cooper.  E quando si è amici, lo si dovrebbe essere per sempre. Non certo a correnti alternate”. Conclude così Rita Pavone anche se poi dopo qualche ora ritorna sull’argomento per chiarire ulteriormente le sue parole, dove è inevitabile leggere disincanto e amarezza. “E ora, via con le polemiche. Hanno già iniziato. Ma sia chiara una cosa: non confondete le carte per trarne vantaggio. Sarebbe come barare e non ci guadagnereste.

A me non ha importato un fico secco il fatto di non essere stata presente a quella manifestazione. A me ha importato verificare quanta poca solidarietà e amicizia ci sia in questo "dorato" mondo dello spettacolo dove tutto è solo e nient' altro che inutile apparenza”.