Renato Zero: "Sono single e non ho obblighi testamentari. Ecco cosa farò dei miei soldi"

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di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia su Fb

Sessantasei anni e non sentirli. Forse perché 50 li ha trascorsi sul palco, insieme cura delle sue contraddizioni ed elisir di eterna giovinezza grazie a quello scambio di emozioni con il suo pubblico che in Italia non ha eguali e che lui ha sempre esercitato, rilanciato e rivendicato. “50 anni di carriera? Inizio a contarli da domani”. Renato Zero esorcizza così il tempo che passa e perfino la paura della morte. “Che poi è la gemella diversa della vita. Da sole l’una e l’altra non esistono”. Tempo, Morte, Odio e Vita saranno protagonisti della sua nuova sfida, una serie di show dal vivo davvero innovativa “che alla cultura pop unirà la musica sinfonica, ma anche il teatro e la danza che hanno sempre arricchito la mia esperienza artistica”. Ma poi il vero protagonista sarà l’Amore evocato pure nel titolo del suo “Zerovskij… solo per amore” le cui date già fissate sono l’1, il 2, il 4, il 5, il 6 luglio al Foro Italico di Roma, il 29 luglio a Lajatico, in provincia di Pisa, l’1 e il 2 settembre all’Arena di Verona e il 7 e il 9 settembre al teatro Antico di Taormina: “anche se poi altre date potranno aggiungersi”.

Mi trasformo in Zerovskij

Ed è proprio nelle vesti dell’inedito Zerovskij che Renato Zero si presenta. Occhiali tondi, soprabito nero e blu, anello al dito, orecchino e tantissima voglia di raccontarsi ma anche di chiacchierare. “Beh, c’è Dostoievskij, Fiorellovskij, Vespovskij, Baudovskij, Costanzoskij. Poteva mancare Zerovskij? Il mio è un omaggio a quegli scrittori russi che mi hanno sempre affascinato e naturalmente a quel numero, zero, che mi sono scelto tanti anni fa come segno di riscatto”. Un omaggio che avrà la sua sceneggiatura, “con tanto di personaggi nel tentativo di raccontare l’uomo, le sue negazioni e i suoi grandi pregi. Anche la Morte vi prenderà parte con l’idea di renderla se non piacente perlomeno accettabile”.

Renato Zero continua a parlare. Ci passa il tendone di Zerolandia “che mi fecero chiudere dicendo che non era sicuro ma in realtà soltanto perché in Italia per fare carriera è più facile utilizzare gente come Renzo Tortora o Renato zero”. Ci passa naturalmente pure la sua tanto agognata Fonopoli, quella città della musica che giunta dopo giunta non ha mai visto la luce “con mia grande amarezza perché sono state mandate avanti i progetti di Toyota e di Marriott che facevano parte della stessa cordata di Fonopoli. Che dire? Non ho rimpianti e so che ho fatto bene a fermare un progetto dove la mia Fonopoli sarebbe stata schiacciata da 27 mila metri quadrati di esercizi commerciali. Sarebbe stata l’ennesima cattedrale nel deserto. Ma la farò. A spese mie. Quando potrò permettermi il lusso di firmare cambiali. D’altra parte sono single e non ho vincoli testamentari. È una soddisfazione che voglio togliermi”.

Il colpo di teatro finale

Poi, con uno di quei colpi di teatro in cui è maestro, annuncia pure un nuovo disco di inediti “che uscirà a maggio e che si intitolerà come gli show, “Zerovskij… solo per amore”. “Ho scritto un disco sinfonico, pensato proprio per una grande orchestra come quella che dirigerà nei miei show il maestro Renato Serio. Naturalmente li eseguirò negli show dal vivo insieme con altri mie canzoni più datate ma ancora attualissime. Mi riferisco ad esempio a “Marciapiedi”, che per me è un brano di devastante bellezza capace di raccontare le strade del mondo popolate di ladri, puttane e preti. Perché poi i marciapiedi sono gli stessi, che tu sia ai Parioli o a Pietralata”.