La confessione di Rocco Siffredi: "Ho fatto soffrire mia moglie Rosa in ogni modo possibile"

Il re dell'hard di fronte alle sua contraddizioni: "Credo molto nella chiesa cattolica, faccio meno sui set perché ora i miei figli capiscono". Fine delle finzioni

TiscaliNews

Meditava di suicidarsi, depresso, pieno di sensi di colpa e incline ad ammettere la sua "malattia del sesso" che avrebbe affrontato in una terapia. Lo ricordiamo così, Rocco Siffredi, stremato dalle privazioni della sua partecipazione all'Isola dei Famosi. Magrissimo, e con il suo attrezzo da lavoro "annerito dal sole, come un pezzo di carne bollito", come lui stesso chiamava ciò che lo ha reso ricco, famoso e invidiato. Nonostante la sessodipendenza, alla fine sul set Rocco è poi tornato. Prima come regista e produttore, poi anche come attore. Ma questo nuovo impegno ha innescato solo ulteriori pentimenti, e la voglia di fare i conti con se stesso. A cominciare dal suo rapporto con Rosza, la moglie ungherese conosciuta sui set hard e da cui lei si tirò fuori prima possibile. "E' una donna pura" ripete da anni Siffredi, che non riesce a capacitarsi come proprio lui abbia una perfetta famiglia da quadretto cattolico tradizionale. Così ammette le sue "colpe".

"Per un anno le ho fatto di tutto"

"Facevo sesso con altre di fronte a lei apposta per vedere la sua reazione" ha raccontato Rocco Siffredi in una intervista, "non riuscivo a capire come una come lei potesse innamorarsi di me". Ma così è stato, e a Rocco non è sembrato vero di trovarsi una perfetta donna di casa, che ama la famiglia e la privacy, e che non gli chiedesse mai di smettere di fare quel che faceva. Anche se questo aveva i suoi contraccolpi: "Dopo aver girato scene porno dovevo restare giorni in astinenza, prima di potermi permettere di toccarla. Prima non me la sentivo". Vita dura, quella del pornoattore. Il re dell'hard avvisa i suoi aspirani epigoni: "Non innamoratevi mai sul set". Ammette di portarsi appresso, giorno dopo giorno "30 anni di vita passata sui set dei film porno". E spiega che oggi fa "appena il 10%" di quel che potrebbe perché non si sente a suo agio. Il motivo è che ha figli (Lorenzo e Leonardo) di un' età in cui capiscono cosa fa il padre: "Cercavo di prepararmi al dopo e poi in realtà non ce la facevo". Ancora adesso vive in questa contraddizione, e scopre sempre di più la sua anima da cattolico tradizionalista: "Io credo molto, molto. Credo a quello che la Chiesa rappresenta e credo a chi ci crede veramente". Il confessionale è aperto.