Lady Diana cacciatrice di uomini "sposati". Ebbe 20 amanti tra cui un noto attore

Dopo le ultime rivelazioni sui controversi rapporti con il principe Carlo, ecco che a venire a galla sono i retroscena sulla sua nuova vita dopo il divorzio.

di M.E.P

Non c’è pace per Lady Diana. Anche se sono trascorsi ormai 20 anni da quel tragico giorno in cui perse la vita sotto il ponte dell’Alma a Parigi, sul suo conto emergono indiscrezioni e pettegolezzi di ogni tipo. Dopo le ultime rivelazioni sui controversi rapporti con il principe Carlo, ecco che a venire a galla sono i retroscena sulla sua nuova vita dopo il divorzio. Particolari piccantissimi che saranno svelati in un documentario e che  ancora oggi sono motivo di grande imbarazzo tra i Windsor.

Le piaceva cacciare "uomini sposati"

Dai Davis, l’ex capo della sicurezza dei Windsor, ha raccontato al settimanale "Chi" che dopo la separazione da Carlo Lady Diana ebbe almeno 20 amanti. E se come risulta, la compagnia maschile le piaceva parecchio, l’aspetto più curioso riguarda il fatto che “le piaceva la caccia: essere cacciata o dare la caccia agli uomini, spesso sposati". Tra loro, secondo il racconto, ci sarebbe stato anche  un noto attore di Hollywood. AL riguardo Davis commenta: "Trovai bizzarro che frequentasse Kevin Costner, anche se Diana non avrebbe mai recitato in un film. Lui voleva farle interpretare il seguito di The Bodyguard".

"Non fu un attentato"

L’ex capo della sicurezza di Windsor si spinge oltre il pettegolezzo commentando anche le circostanze in cui Diana trovò la morte. E ribadisce di non avere dubbi sul fatto che non si trattò di un attentato. "La principessa – racconta – il giorno del tragico incidente cambiò itinerario all'ultimo momento. Nelle sue intenzioni inizialmente c’era quella di recarsi in Italia. “Poi all'ultimo momento decide di andare a Parigi con Dodi Al Fayed”. Secondo Davis era quindi praticamente impossibile “dati quei presupposti organizzare un attentato".

"L'autista era ubriaco"

Contrariamente a quanto si è detto di recente ovvero che la macchina dove viaggiava quel giorno la principessa non avrebbe dovuto circolare perché in pessime condizioni, Davis ritiene invece che “l'uomo responsabile della morte di Diana sia l'autista, Henri Paul. Era ubriaco e non avrebbe dovuto guidare. E' vero che i fotografi davano la caccia a Diana, ma le macchine fotografiche non uccidono. Uccidono gli autisti ubriachi”, sentenzia.