Corona, al processo sfilano i clienti: "Pagavamo in contanti". Il tariffario shock

Nell'udienza di martedì spazio ai beneficiari dei servizi dell'ex "re dei paparazzi" e della società a lui riconducibile, la Atena srl, tra cui un odontoiatra

Redazione Tiscali

Fino a "40mila euro" per una serata in un locale di Roma un anno fa "per festeggiare là il suo compleanno", "25 mila euro di regola incassati" per più eventi nelle discoteche in una sola nottata, "1.500 euro" per "dieci minuti" di apparizione ad un aperitivo e "2 mila euro" per una 'comparsata' alla festa di compleanno di un 18enne. E' solo una parte del tariffario di Fabrizio Corona, con compensi "in gran parte in nero", emerso da una testimonianza nel processo milanese a suo carico per quei circa 2,6 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto e in parte anche in cassetta di sicurezza in Austria.

Il tariffario shock  

Oltre ai dettagli sugli incassi per le ospitate nei locali notturni svelati dal gestore delle serate di Corona ("uscito dal carcere per il primo evento portò a casa 15mila euro", ha detto), nell'udienza di martedì c'è stato spazio anche per una sfilata di clienti dell'ex 're dei paparazzi' e della società a lui riconducibile, la Atena srl, tra cui un odontoiatra che pagò "10mila euro per la pubblicità" al suo studio "con visite di celebrità e altro". Soddisfatti i difensori di Cotona, gli avvocati Ivano Chiesa e Luca Sirotti, che puntano a dimostrare che lui era una 'macchina da soldi', anche se in nero, e "l'unico arrestato per un problema solo fiscale".  

"Pagavamo in contanti"

La prima a testimoniare è stata una donna che gestisce un negozio di abbigliamento in Brianza e che ha raccontato di aver pagato in contanti per la presenza di Corona nel suo locale. "E' stato bravissimo, ha fatto foto e autografi - ha spiegato - l'evento è andato bene, ma purtroppo sul mio lavoro non ha avuto ricadute positive". E' toccato, poi, al titolare di una società di eventi spiegare di aver "pagato Corona con un bonifico da 610 euro e poi con duemila cash senza fattura" per tre quarti d'ora ai Magazzini Generali, discoteca milanese. "E' stata una persona piacevole con la clientela", ha aggiunto il testimone. Un altro teste, "agente di commercio ma anche curatore d'immagine", ha sostenuto che avrebbe dovuto sborsare "da contratto" 13mila euro ad Atena "perché divulgasse, attraverso Corona, la mia immagine nei social". "Corona mi ha presentato un po' di persone, mi ha fatto fare qualche scatto con lui, e io ho pagato solo per i primi due mesi in cui mi ha seguito, poi più niente perché mi sono sentito un po' abbandonato".