Il presente amaro di Alvaro Vitali: "Dimenticato da cinema e tv, vivo di feste e cerimonie"

Lontanissimi i tempi dell'esordio con Fellini e dei ruoli per Monicelii e Polanski. La commedia lo evita. Gli restano gli spettacoli assieme alla moglie

Redazione Tiscali

A scoprirlo fu Federico Fellini. Lui era uno dei ragazzini tremendi e dispettosi di Amarcord, prima ancora era comparso nel Satyricon e in Roma. Quindi i ruoli per Risi, Monicelli e Polanski. Poi quella maschera da discolaccio finì di peso in moltissime commedie sexy che hanno riempito i botteghini italiani (e finanziato parecchi capolavori d'autore) per tutti gli anni Settanta e Ottanta. Poi, lento e inesorabile, l'oblio. Il cinema non lo vuole più (mentre promuove a insospettabile attore raffinato l'altro "bruttone" Giacomo Rizzo, valorizzato da Sorrentino in L'amico di famiglia). La tv si ricorda di lui soltanto quando è tempo di amarcord, come è succeso anche di recente su Mediaset. Il presente di Alvaro Vitali, l'ex Pierino del cinema d'intrattenimento,  fatto di amarezza.

"Non mi chiamano più"

Nemmeno i vari "Natale a", i cinepanettoni, trovano più un posticino per Vitali, oggi 66enne. La commedia italiana degli ultimi anni, quella tornata a copioni di qualità, che scandaglia la società beffarda e ben scritta, fa finta che non esista. Pierino la peste si gioca il capitale conquistato in anni di sfacelli al botteghino ritrovando il suo pubblico di piazza in piazza o nei matrimoni. Da 15 anni va così, come lui stesso ha raccontato di recente: "Giro l’Italia con mia moglie, Stefania Corona che è anche una brava cantautrice. Abbiamo deciso i mettere insieme le forze anche dal punto di vista professionale. Ci esibiamo insieme: io racconto barzellette, lei canta. Siamo una coppia comica collaudata: andiamo forti nei ristoranti, nei matrimoni e nelle feste di compleanno. Per quanto riguarda la mia carriera di attore, invece, mi pare evidente che il cinema mi abbia lasciato solo".

Schiacciato da Pierino

Se ha fatto una fatica immane Malcolm MacDowell ad andare oltre il personaggio di Alex in Arancia Meccanica figuriamoci Vitali con Pierino. "Lo amavo perché alla fine mi somigliava: da piccolo ero un discolo come lui. Lo detestavo perché capivo già allora che il rischio di essere mangiato da quel personaggio era molto alto" ha spiegato l'attore oggi lontano da piccolo e grande schermo. Gli resta l'amore di  una compagnia di dieci anni più giovane di lui. E l'abbraccio della gente per cui Pierino non è mai finito, anche se ora campa di feste e cerimonie.