Holly Madison: "Playboy è un inferno. Noi ragazze eravamo costrette per contratto"

Holly Madison: 'Playboy è un inferno. Noi ragazze eravamo costrette per contratto'
di Cristiano Sanna

A sentire lei, non c'è nessuna differenza tra le vecchie ville degli schiavisti al centro di piantagioni da sogno/incubo e la Playboy Mansion, pure quella al centro di un parco privato da favola e altrettanti incubi disseminati fra stanze, tende, broccati e grandi stanze da letto. Holly Sue Cullen, per tutti i fanatici di Playboy e delle sue ragazze Holly Madison, ha rievocato i quasi cinque anni trascorsi nella dimora simbolo di libertà sessuale, divertimento e lusso con parole inorridite. Oggi 35enne stellina della tv americana che va avanti a suon di reality show tagliati apposta per la sua bellezza di ex coniglietta, è una mamma, showgirl e scrittrice. Perché le memorie al curaro di Hefner e di cosa si nasconda dietro l’apparenza patinata dell’impero di Playboy la Madison le ha affidate al libro Down The Rabbit Hole (Giù nella tana del coniglio).

Chiuse in casa a fare quel che è già deciso – Del periodo 2004-2009 dentro la casa di Hefner, tra i set fotografici del mensile patinato sexy più famoso del mondo e quelli tv del reality Girl Next Door, Holly Madison scrive: “C’erano giorni in cui mi svegliavo e mi sentivo svenire perché ero depressa”. Il motivo? Il piacere, alla Playboy Mansion, era veicolato per contratto. Mille dollari a settimana per comprare i vestiti, chirurgo plastico sempre a disposizione, ma obbligo di far sesso con il boss in qualsiasi momento lui ne avesse voglia, e coprifuoco alle nove di sera. Vietato uscire, andare in posti non autorizzati (fra cui lo psicologo il cui sostegno la Madison chiedeva), frequentare gente non gradita ad Hef.

Il sesso: triste e goffo – Si potrebbe ben obiettare: cosa credeva di trovare, la giovane modella originaria dell’Alaska notata da Hugh Hefner e promossa tra le sue conigliette preferite? A Playboy valgono due cose: il sesso e il denaro per comprarlo e metterlo sotto contratto. La Madison scrive ancora: “Era una vita da incubo, il mio primo rapporto con lui è stato più veloce di quanto pensassi, talmente breve che non mi sono neanche accorta di aver sopra di me un corpo tanto pesante”. Secondo Holly molte ragazze avevano ribrezzo del patròn e preferivano far sesso tra loro piuttosto che concedersi a lui. Il primo avvicinamento al grande capo, fra stuoli di ragazze che ballavano ubriache, la vide scoprire un uomo “vecchio, duro di udito e goffo”.

Quei vassoi ovunque – Nella descrizione della coniglietta fuggita da quella vita (grazie all’ingaggio nel talent show Dancing With The Stars, da cui nasce il nostro Ballando con le stelle) la Playboy Mansion è enorme e decadente e triste. Con vassoi sparsi ovunque, da cui prendere alla bisogna vasellina, altri lubrificanti e fazzolettini. Nel 2007 aveva dichiarato di volere un figlio e il matrimonio con Hefner, che si rifiutò. Ora che è fresca mamma, ora che è impegnata nel reality che racconta la sua dolce attesa dopo le nozze con Pasquale Rotella, il parto e la vita da showgirl che si è tolta di dosso il marchio del coniglietto, la Madison stigmatizza la “vita da illusione” spacciata per felicità e anticonformismo dal creatore dell’impero delle Playmate. Il quale ha risposto, come risponde lo scorpione.

La versione di Hef – “Nella mia vita”, queste le parole di Hugh Hefner, “ho avuto meravigliose relazioni romantiche con donne da sogno. Molte continuano a vivere vite felici, salutari e produttive. Ho il piacere di dire che siamo rimasti amici. Tristemente, alcune di loro hanno scelto di riscrivere la storia per continuare a mettersi in mostra”.
 

A sentire lei, non c'è nessuna differenza tra le vecchie ville degli schiavisti al centro di piantagioni da sogno/incubo e la Playboy Mansion, pure quella al centro di un parco privato da favola e altrettanti incubi disseminati fra stanze, tende, broccati e grandi stanze da letto. Holly Sue Cullen, per tutti i fanatici di Playboy e delle sue ragazze Holly Madison, ha rievocato i quasi cinque anni trascorsi nella dimora simbolo di libertà sessuale, divertimento e lusso con parole inorridite. Oggi 35enne stellina della tv americana che va avanti a suon di reality show tagliati apposta per la sua bellezza di ex coniglietta, è una mamma, showgirl e scrittrice. Perché le memorie al curaro di Hefner e di cosa si nasconda dietro l’apparenza patinata dell’impero di Playboy la Madison le ha affidate al libro Down The Rabbit Hole (Giù nella tana del coniglio).

Chiuse in casa a fare quel che è già deciso – Del periodo 2004-2009 dentro la casa di Hefner, tra i set fotografici del mensile patinato sexy più famoso del mondo e quelli tv del reality Girl Next Door, Holly Madison scrive: “C’erano giorni in cui mi svegliavo e mi sentivo svenire perché ero depressa”. Il motivo? Il piacere, alla Playboy Mansion, era veicolato per contratto. Mille dollari a settimana per comprare i vestiti, chirurgo plastico sempre a disposizione, ma obbligo di far sesso con il boss in qualsiasi momento lui ne avesse voglia, e coprifuoco alle nove di sera. Vietato uscire, andare in posti non autorizzati (fra cui lo psicologo il cui sostegno la Madison chiedeva), frequentare gente non gradita ad Hef.

Il sesso: triste e goffo – Si potrebbe ben obiettare: cosa credeva di trovare, la giovane modella originaria dell’Alaska notata da Hugh Hefner e promossa tra le sue conigliette preferite? A Playboy valgono due cose: il sesso e il denaro per comprarlo e metterlo sotto contratto. La Madison scrive ancora: “Era una vita da incubo, il mio primo rapporto con lui è stato più veloce di quanto pensassi, talmente breve che non mi sono neanche accorta di aver sopra di me un corpo tanto pesante”. Secondo Holly molte ragazze avevano ribrezzo del patròn e preferivano far sesso tra loro piuttosto che concedersi a lui. Il primo avvicinamento al grande capo, fra stuoli di ragazze che ballavano ubriache, la vide scoprire un uomo “vecchio, duro di udito e goffo”.

Quei vassoi ovunque – Nella descrizione della coniglietta fuggita da quella vita (grazie all’ingaggio nel talent show Dancing With The Stars, da cui nasce il nostro Ballando con le stelle) la Playboy Mansion è enorme e decadente e triste. Con vassoi sparsi ovunque, da cui prendere alla bisogna vasellina, altri lubrificanti e fazzolettini. Nel 2007 aveva dichiarato di volere un figlio e il matrimonio con Hefner, che si rifiutò. Ora che è fresca mamma, ora che è impegnata nel reality che racconta la sua dolce attesa dopo le nozze con Pasquale Rotella, il parto e la vita da showgirl che si è tolta di dosso il marchio del coniglietto, la Madison stigmatizza la “vita da illusione” spacciata per felicità e anticonformismo dal creatore dell’impero delle Playmate. Il quale ha risposto, come risponde lo scorpione.

La versione di Hef – “Nella mia vita”, queste le parole di Hugh Hefner, “ho avuto meravigliose relazioni romantiche con donne da sogno. Molte continuano a vivere vite felici, salutari e produttive. Ho il piacere di dire che siamo rimasti amici. Tristemente, alcune di loro hanno scelto di riscrivere la storia per continuare a mettersi in mostra”.