"Il Divo Nerone" brucia soldi e dignità. Lo sfogo degli attori: "Senza stipendio e con un bagno chimico per 100 persone"

Non si placano le polemiche intorno all'organizzazione dell'opera rock con il megapalco sul Palatino. Lo sfogo dell'attrice Simona Patitucci: "Costretti a rivolgerci agli avvocati per avere ciò che ci spetta"

'Il Divo Nerone' brucia soldi e dignità. Lo sfogo degli attori: 'Senza stipendio e con un bagno chimico per 100 persone'
"Locusta" e "Nerone"
di M.E.P.

Doveva essere il kolossal dell'anno, ma tra polemiche e cause giudiziarie, il Divo Nerone, l'opera rock con il megapalco sul Palatino, può non a torto definirsi uno dei più grandi flop che l'amministrazione capitolina ricordi. Menzione speciale nel marasma di uno spettacolo iniziato il 7 giugno con una marea di polemiche, meritano gli artisti "raggirati" e soprattutto pagati col contagocce. A denunciare la cosa è Simona Paticucci, 47 anni e un dignitoso curriculum alle spalle, che attraverso le pagine di Repubblica, parla dell'esperienza descrivendola come "allucinante". "Scoprire da una pagina Facebook - spiega - che lo spettacolo non sarebbe andato in scena è soltanto un espisodio di una vicenda molto spiacevole".

"Un bagno chimico per 100 attori"

"Ho accettato la parte perché il regista era Gino Landi - racconta Paticucci che nel kolossal è Locusta, voce narrante dello show oltre che maga, strega e avvelenatrice". Poi, a prove già iniziate, sono venute fuori le prime stranezze. Gli artisti, dietro richiesta del produttore Cristian Casella si sono dovuti iscrivere alla So.Vi.A., "una coop che risultava attiva nel settore delle pulizie". Solo così sarebbero arrivati gli stipendi. Alla resa dei conti, però, hanno dovuto attendere il 15 giugno per vedere i soldi di aprile ma solo minacciando di non andare più in scena. Stipendi ritardati ma non solo. Gli artisti - sempre per bocca della Paticucci - denunciano un trattamento al limite della decenza. "Un unico bagno chimico per le 100 persone dello spettacolo" e qualcuno che ha persino dovuto accontentarsi dei prati della zona archeologica". 

La prima rimandata per la parata dei Fori imperiali

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, il primo rinvio sarebbe dovuto bastare per capire che quel kolossal sarebbe stato un fallimento, sotto tutti i punti di vista. "La prima fu rinviata dal 1 al 7 giugno - racconta Simona Paticucci - perché la produzione non si era accorta che il 2 c'era la parata ai Fori imperiali". Una prima che sarebbe dovuta entrare nella storia ma che a quanto pare non è stata per niente esaltante "Gente che era in lista - spiega - è stata rinviata a casa" ma il fondo si è toccato dopo, quando lo spettacolo è andao in scena con appena 35 spettatori. 

Nerone brucia i soldi dei contribuenti

Una storia di grandi promesse, ma gestita nel peggiore dei modi. Con attori, ballerini, acrobati e figuranti che hanno dovuto rivolgersi agli avvocati per ottenere il pagamento degli stipendi e con una produzione "La Nero Divine Venture" che, ma questo si è appreso dopo, era priva sin dall'inizio delle garanzie per poter assumere e soprattutto non era all'altezza di un progetto così ambizioso. Se a tutto questo si aggiungono le repliche annunciate e mai andate in scena (anche se adesso la produzione promette di riprendere il 7 agosto), la guerra dei decibel, la richiesta del Comune di anticipare lo spettacolo e i biglietti svenduti, del kolossal restano soltanto le polemiche. Soprattutto perché foraggiato con i soldi dei contribuenti (il finanziamento stanziato dalla Regione Lazio supera il milione) che di "Nerone" probabilmente ricorderanno solo il palco monstre sul Palatino.