La Cina, il teatro, il doppio: una meta-mostra a Milano

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di Askanews

Milano (askanews) - La storia delle relazioni tra Oriente e Occidente, ripercorsa attraverso una messa in scena espositiva che rimanda al teatro e che cita espressamente l'opera di Bertolt Brecht "L'anima buona del Sezuan", messa in scena al Piccolo Teatro da Strehler a fine anni Cinquanta. Forse, ma l'incertezza permane, possiamo introdurre così l'esposizione "The Szechwan Tale" che Marco Scotini ha curato per FM Centro per l'Arte contemporanea di Milano."Si tratta - ha detto il curatore ad askanews - di una mostra che cerca di mettere a fuoco un rapporto, una proiezione duplice tra l'Occidente e l'Oriente. Sul doppio in qualche modo si struttura l'intera mostra, ma questo appartiene veramente all'opera di Brecht, non vorrei che fosse presa per una mostra sulla fantasia, ma credo che sia una mostra sulla realtà e sulle rappresentazioni che se ne danno".Più di trenta artisti, cinesi e internazionali, media espressivi di ogni tipo, costumi, scenografie, forti interazioni del pubblico, sia a livello fisico stretto si a livello di contributi, per così dire, concettuali alla percezione dei lavori. In un crescendo di livelli di lettura che si stratificano e rendono sempre più artefatta la sensazione complessiva della mostra, che, a mano a mano, si trasforma a sua volta in un atto performativo permanente."Molte delle opere - ha aggiunto Scotini - sono fittizie ma richiamano anche a un'idea di realtà, un'idea di realtà in Oriente o in Occidente. Ossia quanto noi siamo costretti a performare, in qualche modo quale personaggio ci costruiamo. La cosa interessante è quanta fiction c'è direttamente nella realtà. Ecco, così vorrei che venisse letta".Ampliamento di un progetto dello stesso Scotini per la Biennale di Anren, "The Szechwan Tale" resta aperta al pubblico dei Frigoriferi milanesi fino al 15 luglio.