L'infanzia difficile, le malattie, il talento e gli amori segreti: svelata la Melato che pochi conoscevano

Cinque anni fa la si spegneva la grande attrice. Il libro "Tutto su Mariangela" ne racconta lati inediti, rimasti sempre riservati. Che ne accrescono il fascino

di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

"Non sono bella, sono strana". Lo diceva di sé Mariangela Melato, a chi le faceva notare il suo fascino "alieno", la sua fisicità così particolare da turbare e affascinare chi le stava vicino o la vedeva sul grande o piccolo schermo. Una vita che è sempre stata una lotta contro le malattie che la affliggevano, quella della diva italiana scomparsa l'11 gennaio 2013. Una lotta per riprendersi la propria bellezza a tutto tondo, non solo quella fisica, ma quella personale fatta di talento, presenza, impegno, di devozione al grande teatro prima ancora che al cinema e alla tv che le diedero la grande popolarità. A cinque anni dalla sua morte, il libro Tutto su Mariangela, scritto da Michele Sancisi che ha raccolto le voci e le testimonianze di chi l'ha conosciuta, riporta l'attrice alla memoria collettiva. Il libro esce per Bompiani-Giunti l'8 marzo. Una "festa delle donne" segnata dalla reazione agli scandali sessuali, dai movimenti internazionali #metoo e #timesup, dai casi Weinstein e Brizzi. Chissà cosa avrebbe detto di tutto questo la Melato. Svelata in modo inedito nel libro di Sancisi.

Le bombe della guerra, la pelle segnata e le trasformazioni fisiche

Non ha pretese di essere una biografia completa, Tutto su Mariangela. Piuttosto, è una polifonia di voci, di storie, che restituiscono un ritratto per certi versi inedito della Melato. Per alcuni versi, davvero sorprendente. Pochissimi sapevano che, oltre al terrore di crescere a Milano sotto le bombe della Seconda guerra mondiale, l'attrice ancora bambina dovette vedersela con una malattia della pelle che la isolava dal vicinato. Mariangela bambina cominciò tardi a parlare. Da quel bozzolo di sofferenza venne fuori uno dei più splendidi talenti della scena mai avuti dall'Italia. Non solo: la pelle fu uno degli elementi centrali del fascino della Melato. Chiara, levigata, bellissima, definita come irradiante luce da chi con lei lavorò. La cura del corpo fu una sua costante. Si allenava, andava in palestra, correva, accettò i consigli di chi la spinse a fare piccoli ritocchi. Come racconta Sancisi, autore del libro: "Fu Franca Rame, con cui lavorò insieme a Dario Fo tra il 1964 e il '65, a consigliarle di ritoccare il naso. Un secondo intervento le fu suggerito da Luchino Visconti. Ne venne fuori un nasino più delicato, all'insù". Ma la storia di Mariangela Melato è anche quella di amori eclatanti e altri rimasti finora segreti.

Dodici anni con il signor G.

Tutto su Mariangela è forse il primo testo a riportare per esteso la storia dell'amore tenuto segreto tra Mariangela Melato e Giorgio Gaber. Nato tutto nella creatività, mentre lui era già sposato, lei no. Rimase sempre riservato e la fece soffrire. Il lato brillante, comico di sé, la Melato lo fece esplodere grazie all'amore conosciuto da tutti per Renzo Arbore. Fu la scoperta del gioco, della follia, del buonumore, per un'attrice che fino ad allora si era fatta notare per i ruoli seri e tragici al cinema e a teatro. Le Melato comica, sexy, irresistibile di Travolti da un insolito destino o Mimì metallurgico ferito nell'onore, i grandi successi cinematografici di Lina Wertmuller, sarebbe arrivata come esito di questa trasformazione personale. Ma era tutt'altro che una facile, una che si sarebbe infilata nella stanza privata del produttore maiale di turno: carattere tosto, nelle scene di passione violenta con Giannini sulla spiaggia, in Travolti, i due raccontarono tra le risate che la lotta era vera e che spesso ad avere la peggio era lui. E confermarono, nonostante le dicerie, che la loro intesa fosse esclusivamente professionale.

Sul set con Giannini in "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto"

C'erano tante Melato: la brava pittrice in privato (come svelò la sorella Anna) e quella scatenata in un balletto in bianco e nero che ha fatto epoca, insieme al corpo di ballo di Canzonissima, quella che stupì tutti entrando come una contorsionista in una valigia fattale portare da Baudo in diretta tv. La sciura milanese, ricca, snob, bellissima e odiosa, la prostituta nella milano proto-industriale, quella dell'eloquio elegantissimo, che fu promossa a teatro da Strehler, e quella che all'improvviso esplodeva nella battuta e nella risata, concedendosi allo scioglilingua dialettale meneghino. La donna che dopo aver vinto la malattia della pelle, scoprendo il sorriso e la sua fisicità unica, si batté fino all'ultimo col tumore al pancreas, con robuste dosi di teatro. "Sapevo fin da piccola che questo era il mio mestiere" disse in una intervista anni fa. ll suo mestiere era ipnotizzarci. Siamo ancora tutti in quello stato. 

Mariangela Melato con Monica Vitti