Mariano Tomatis: "Niente paura, nel 2012 il mondo non finirà: meglio scherzarci sopra"

Mariano Tomatis: 'Niente paura, nel 2012 il mondo non finirà: meglio scherzarci sopra'
di Andrea Curreli

Il mondo finirà il 21 dicembre 2012 come indicato chiaramente dal calendario Maya. Questa è la teoria catastrofista e apocalittica che da circa due anni ha conquistato i media. Partendo da una leggenda affascinante sono stati scritti libri, copioni di talk show e anche un film intitolato semplicemente 2012 diretto da Roland Emmerich. Questo martellante tam tam mediatico Ha contribuito a creare una superstizione simile a quella secondo la quale con l'arrivo del 2000 ci sarebbe stata la fine del mondo. Ma, obietta Mariano Tomatis, esattamente come allora "il mondo non finirà in quella data e la responsabilità di dar vita a un cambiamento sarà totalmente nelle nostre mani". Il giovane divulgatore scientifico per mestiere e prestigiatore per passione,  ha demolito le tesi apocalittiche in un libro intitolato 2012. E' in gioco la fine del mondo (Iacobelli editore, 2010). Il testo mescola dati storici sulla civiltà Maya con giochi di carte, una scelta che l'autore spiega con una secca battuta: "Il grande mercato fiorito intorno al 2012 sfrutta meccanismi ben noti a chi pratica l'arte dell'inganno".  

Mariano Tomatis, come è nata l’idea di questo libro?
"Mi era stato chiesto di confutare la teoria della fine del mondo nel 2012, ma non volevo scrivere un libro troppo tecnico. Essendo un matematico ma anche un amante dei giochi di prestigio ho deciso di analizzare la visibilità ottenuta da questa leggenda mescolando l’aspetto storico con quello ludico. Per questo ho alternato capitoli dedicati alla cultura Maya a giochi con le carte che permettono di comprendere in modo semplice come questo popolo creò il suo calendario".

In sintesi cosa succederà il 21 dicembre 2012?
"Assolutamente nulla, così come non è successo nulla con l’arrivo del Duemila. Prendo ad esempio il contachilometri dell’auto e le sei rotelline che fanno girare i numeri. Si parte da zero chilometri quando compri l'auto, poi i numeri aumentano fino al momento della vendita o della rottamazione. Il numero più grande che tu puoi raggiungere con il contachilometri è 999.999. Quindi, fatto l’ultimo chilometri, si riparte da zero. In sintesi la macchina ha percorso 1 milione di chilometri, ma questo non significa che è esplosa. Dal punto di vista matematico il 21 dicembre 2012 è una data che segnerà  la fine e azzererà un calendario che i Maya avevano inventato più di mille anni fa e che oggi non usa più nessuno. E’ solo l'azzeramento di un contatore, che poi ricomincia ad andare avanti. La prova viene dal fatto che gli stessi Maya avevano fatto delle previsioni fino all’anno 4000 d.C.".

Tanta attenzione da cosa dipende? Da una forma di superstizione?
"Mi piace vedere l'aspetto positivo di tanta attenzione sul 2012. Contiene infatti una speranza di cambiamento. E' bello pensare che la crisi dell’era moderna possa cessare con questa data. A tutti capita di trovarsi in certe situazioni in cui si sogna di cancellare tutto e ricominciare da zero. E’ un appiglio psicologico che funziona per chi ci crede".

Nel suo libro lei ricorda che per dare una data della fine del mondo bisogna anche indicare una data d’inizio. Qual è l’anno zero del calendario Maya?
"C’è una stele in un sito archeologico che indica una data lunghissima e precedente a quella indicata dai nostri scienziati. Oggi si ritiene che la Terra si sia formata più di 4 miliardi di anni fa e che la vita risalga a 3 miliardi, per i Maya il nostro pianeta era molto più vecchio. Secondo loro la Terra esisteva già prima del Big Bang. E’ ovviamente poco credibile ma bisogna considerare che erano un popolo che non aveva conoscenze di fisica quantistica o di astronomia. Questo ultimo ciclo che è iniziato nel 3114 a.C. per concludersi nel 2012 è solo l’ultimo di una serie interminabile. Ogni ciclo durava circa 5000 anni".

Quella dei Maya non è l’unica profezia utilizzata dai "catastrofisti".
"I catastrofisti citano tutti quei popoli che affascinano dal punto di vista archeologico e che Hollywood utilizzerebbe per la trama di un film. Ad esempio gli ebrei e la mitologia della qabbaláh, i cinesi e la tradizione orientale dell’oracolo Ching e ovviamente gli egizi. Il caso più singolare è quello di Terence McKenna un filosofo americano che ha preso i dati di I Ching, li ha inseriti nel computer e ha fatto un calcolo. Il risultato è stato una funzione matematica che oscilla fino ad azzerarsi il 21 dicembre del 2012. Questa sarebbe una prova matematica che il mondo finirà in quel giorno, ma in realtà è stato lo stesso McKenna a voler chiudere in quel punto la funzione perché suggestionato dalla leggenda del 2012".