Il caso Elena Ferrante è una spy-story. Anita Raja: "Sono io ma lasciatemi in pace". Poi la smentita

Anita Raja
Anita Raja: è lei Elena Ferrante?
di Cinzia Marongiu   -   Facebook: Cinzia su Fb

“Apro questo profilo Twitter e presto lo chiuderò. Sarò qui solo per il tempo necessario a spiegare”. Il primo tweet arriva in piena notte. E subito dopo ne segue un altro, ancora più chiaro e rivelatore: “Lo confermo. Sono Elena Ferrante. Ma questo ritengo non cambi nulla nel rapporto dei lettori con i libri della Ferrante”. Ancora uno scampolo di minuti e parte il terzo tweet: “Quei libri sono e resteranno di Elena, non miei. Non intendo parlare in alcun modo in prima persona o rilasciare interviste e dichiarazioni”.  E poi l’affondo con il quarto tweet: “Ritengo volgare e pericoloso il modo in cui si è voluti arrivare a pretendere di svelare un’identità violando privacy e regole. Ma pazienza”.

Insomma alla fine anche la più misteriosa scrittrice dei nostri tempi, il caso letterario che appassiona i lettori di tutto il mondo, dalla Germania agli Stati Uniti partendo naturalmente dall’Italia, si è dovuta arrendere. Elena Ferrante, l’autrice napoletana di best seller come “L’amore molesto”, diventato anche un film ad opera di Mario Martone, e soprattutto della quadrilogia de “L’amica geniale”, si è dovuta arrendere alla società dell’immagine e consegnarsi ai curiosi di tutto il mondo che non si accontentano di apprezzarne le opere ma chiedono di conoscere l’identità della persona che si nasconde dietro quel “nome de plume”. Così nelle prime ore del 5 ottobre è stato aperto un profilo Twitter a nome di Anita Raja, la traduttrice dal tedesco che lavora presso la Casa Editrice E/O, la stessa che pubblica le opere della Ferrante, nonché moglie dello scrittore Domenico Starnone. Quella Anita Raja indicata come la vera Elena Ferrante da un’inchiesta pubblicata qualche giorno fa sul Sole 24 ore e in contemporanea su alcune prestigiose riviste internazionali.

Ma ecco che proprio mentre l’agenzia Ansa rilanciava il clamoroso coming out notturno arriva la smentita da parte della casa editrice interpellata dal quotidiano La Repubblica: “È un fake”, un profilo fasullo, sostiene Sandra Ossola a capo della casa editrice insieme con Sandro Ferri che già nei giorni scorsi si era pronunciato contro questa rivelazione e soprattutto contro il modo nel quale ci s era arrivati, ovvero indagando tra i compensi e le dichiarazioni dei redditi della traduttrice: “Disgusta vedere una grande autrice italiana, amata e celebrata nel nostro paese e nel mondo, trattata alla stregua di un criminale. Di quale reato si è macchiata per giustificare una simile invasione nella sua vita? A quale superiore interesse pubblico risponderebbe l’inchiesta portata avanti dal giornalista Claudio Gatti e pubblicata contemporaneamente in quattro paesi?

Molto inchiostro è stato versato facendo illazioni sull’identità di Elena Ferrante invece di approfondire la sua opera, e purtroppo molto ancora se ne verserà. Almeno fintanto che certi giornalisti riterranno che il gossip e il pettegolezzo siano più importanti dell’opera dell’autrice”, si leggeva nel comunicato. E ancora: “Un’opera, quella dell’autrice, che, giova ricordarlo, viene letta e amata da milioni di persone nel mondo, che proprio mentre scriviamo queste righe, sui social, esprimono un’enorme solidarietà nei confronti di Elena Ferrante. A questi lettori, e alla nostra autrice, va tutto il nostro impegno quotidiano e la nostra gratitudine”.

Insomma il diritto e l’esigenza dell’anonimato nell’epoca dei social e del gossip sfrenato, nell’epoca in cui gli scrittori pur di vendere se stessi, i propri libri e il proprio ego sono disposti a diventare star mediatiche sempre più simili a rock star, risulta incomprensibile ai più e quindi suscettibile di qualsiasi violazione anche della più elementare forma di privacy. Così, vero o falso che sia, ecco l’ultimo tweet di Anita Raja- Elena Ferrante, più simile a una preghiera che a un monito: “Vorrei solo chiedere, ora che la curiosità che durava da anni è stata esaudita, di lasciarmi vivere (e scrivere) in pace”. Punto e a capo nell’ennesimo capitolo di una vicenda che di letterario ha ben poco. Chi volesse saperne di più non ha che da comprare “La Frantumaglia”, ultima opera firmata da Elena Ferrante nella quale l’autrice misteriosa accetta di raccontare di sé, della sua vita a Napoli, della sua famiglia. Vero o falso che sia è ciò che Elena, Anita o chi per lei vuole farci sapere. Il resto sono chiacchiere.