“Cattivo? Il mio Nerone vi sorprenderà”. E intanto fioccano le polemiche per la location

Codice da incorporare:

“Il mio è un Nerone con tanta positività che nasce dalla sua voglia di costruire un mondo migliore. In due ore di spettacolo cerchiamo di raccontare anche con la leggerezza un Nerone rock e pop che parte dalla spensieratezza dell’adolescenza fino ad arrivare al suo dualismo interiore, al suo essere folle, controverso e bipolare”. Così Giorgio Adamo, capelli neri corvini e carisma da vendere, parla de “Il divo Nerone – L’opera Rock”, il colossal dei premi Oscar al suo debutto nel Foro Palatino di Roma, proprio laddove si estendeva la Domus Aurea dell’imperatore più controverso della storia di Roma. Un musical che ha messo insieme il 2 volte Grammy Award Franco Migliacci, 8 premi Oscar tra Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo, Gabriella Pescucci e Luis Bacalov, con la regia di Gino Landi e la produzione di Jacopo Capanna e Cristian Casella per la Nero Divine Ventures.

Le polemiche per la spettacolare location accanto al Colosseo

Un cast di 26 ballerini-acrobati, 12 cantanti-attori e più di 100 tecnici a governare la spettacolare scenografia, tutta in movimento, tra drappi rossi e aquile dorate, che si staglia sul cielo di Roma in un panorama mozzafiato accanto ai Fori Imperiali, al Colosseo e all’Arco di Costantino. Una location che, secondo copione, ha fatto storcere il naso a non pochi che hanno polemizzato per la scelta di erigere un palco e una platea da 3 mila posti nella Vigna Barberini. ''Avevamo messo in conto le polemiche”, ha replicato Jacopo Capanna. “Ma voglio fare presente che la Vigna Barberini è un luogo generalmente deserto, ignorato da chi visita il Palatino. Il palco è costruito sulle fondamenta del Tempio di Elio Gabalo, ma con tutte le precauzioni per non danneggiare nulla. Venite e guardate lo show, non giudicate l'eco-mostro, come lo hanno definito. Noi vogliamo aiutare il teatro e Roma e questo è l'unico modo''. D'altronde, aggiunge Cristian Casella ''è doveroso per un imprenditore credere in un'idea e avere il coraggio di osare''. E le prenotazioni dei tour operator come ''l'interesse della Rai per vendere lo spettacolo in tutto il mondo'' stanno arrivando.

Il nostro è un Nerone 2.0

Tanto più che quello che si vedrà sul palco è un Nerone nuovo di zecca, come sottilinea il produttore artistico Ernesto Migliacci:  ''Questo Nerone vi sorprenderà. Del leggendario erede della dinastia giulio-claudia, ingiustamente passato alla storia per l'incendio che devastò Roma nel 64 d.C., si racconteranno gli ultimi 14 anni di vita. 'Ma sarà un Nerone diverso da quello di Tacito e Seneca. Un Nerone 2.0, più simile a quello riscoperto dalla storiografia di metà del '900''.

Quando canto "L'ira di Dio" mi emoziono

Gli fa eco Giorgio Adamo alias Nerone che spiega:  “Ho costruito il mio personaggio attraverso 4 step interiori. Parto dalla spensieratezza della gioventù, quando accarezzava il sogno di diventare un poeta. Il suo desiderio di onnipotenza e immensità andava in una direzione artistica e non di potere. D’altra parte Nerone era stato cresciuto da un barbiere e da un ballerino in un ambiente artistico. Poi i suoi sogni sono stati interrotti dalla madre Aggrippina animata da sete di potere che gli fece portare sulle spalle il peso non indifferente dell’Impero di Roma. Un potere che lui non avrebbe voluto ma che poi finisce per corromperlo e divorarlo. Gli accadimenti, infine, lo fanno scontrare con incomprensioni e con una lotta interiore che finisce per toccare tutte le corde, dalla follia alla rabbia. Fino al suicidio”. E a questo proposito c’è una canzone nello show intitolata “L’ira di Dio” che emoziona più di tutte Giorgio Adamo, in passato acclamato interprete del musical  dedicato a Siddharta. E nella video intervista concessa a Tiscali.it spiega il perché.