Catena Fiorello, quando anche la presentazione di un libro si trasforma in uno show

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di Cinzia Marongiu   -

Sarà che è siciliana, ma a vederla in azione viene in mente un vulcano in perenne attività. Catena Fiorello ti travolge con la sua simpatia, con la capacità impareggiabile di saper improvvisare (“marchio di fabbrica della famiglia”, ammette lei, che è la sorella più piccola di Rosario e Beppe Fiorello), con la voglia di raccontarsi ma soprattutto di scoprire gli altri. “Sono una scrittrice di strada, un’intellettuale popolare. Un giorno mi piacerebbe parlare di libri e di vita al mercato, mentre le persone fanno la spesa.”, decreta mentre si appunta una spilla natalizia improvvisata con un gadget in vendita in una libreria. Siamo alla stazione Termini e mancano pochi minuti alla partenza del suo treno per Bologna, dove la aspetta una presentazione del suo nuovo libro “Un amore tra le stelle” (Baldini&Castoldi Editore).

Ed è proprio dal modo di presentare i suoi libri che parte l’intervista. Già, perché le presentazioni dei libri di Catena Fiorello non hanno niente a che vedere con le “normali” presentazioni di libri, serie e a volte seriose: quelle di Catena, invece, sono veri e propri happening, in cui si chiacchiera, ci si diverte, si assaggiano cibi buoni, si balla, e a volte, perché no?, ci si commuove. Il tutto tra parenti, amici e perfetti sconosciuti che di lì a poco si troveranno a chiacchierare tra loro come vecchi compagni di banco. Insomma degli show in perfetto stile Fiorello. E infatti  l’idea che le rilanciamo è proprio di trasformare questi show in libreria in un programma televisivo, visto che la piccola di casa Fiorello è stata anche autrice e conduttrice tv: “Perché no? Mi piacerebbe magari parlare di libri e cultura al mercato, tra le signore che fanno la spesa. Ma chi l’ha detto che la cultura debba essere soltanto appannaggio di club per pochi intimi?”. Naturalmente nella videointervista concessa a Tiscali.it si parla anche del suo libro costruito intorno a un’idea davvero originale: a chi altri poteva venire in mente di far innamorare Babbo Natale e la Befana tra di loro? “La mia è una favola scritta per gli adulti ma che va benissimo anche per  i più piccoli”, racconta Catena che non nasconde le sue simpatie per la figura della Befana: “Questa donna sdentata, che si veste in modo anticonformista fregandosene delle mode e delle apparenze, che esce la notte da sola, che non ha accanto una figura maschile come stampella, punto di riferimento o strumento per delineare la propria personalità dovrebbe essere un esempio per tutte le donne e in particolar modo per le più giovani. È sicuramente una femminista ante-litteram. E parlare di femminismo oggi mi sembra importante e significativo perché troppo spesso si dimenticano le grandi lotte che le donne hanno dovuto fare per vedere riconosciuti i loro diritti. E invece la parola "femminismo" quasi fa paura”.

Nell’intervista si parla anche di sentimenti (“questa parola così maltrattata, visto che i sentimenti sono considerati robetta da donne o da romanzi rosa e invece nessuno può farne a meno, nemmeno l’uomo più potente delle terra”) e dei due fratelli maggiori: “Cosa voglio regalare loro a Natale? Tempo. È quello che ci manca più di ogni cosa”. Poi, però racconta della passione per i giochi di Rosario e del salutismo di Beppe. Nel frattempo ci passa pure un nuovo format radiofonico che si inventa lì per lì: “Potrebbe chiamarsi “terapia di gruppo” e proporre un dialogo con una psicoterapeuta, che ne dici? La verità è che fare radio mi piacerebbe tantissimo. Certo c’è chi potrebbe dire: “Ma la fa già tuo fratello Rosario. E certo, ma io mi chiamo Catena. Mica siamo la stessa persona”. Le chiacchiere vanno avanti e il vulcano Fiorello continua imperterrita la sua attività. Mancano pochi minuti alla partenza del treno quando l’intervista finisce. Catena vola via proprio come fa la Befana tra le stelle. E al posto delle calze piene di doni ci lascia una consapevolezza: “C’è una cosa di cui non bisogna mai aver paura ed è quella di inseguire i propri sogni”.