Festeggiata con il recupero di uno dei film italiani presentati qui e di maggior fortuna (Notte italiana, con il quale Mazzacurati esordì qui nel 1987), la venticinquesima edizione della Settimana Internazionale della Critica tiene dritto il timone, fedele alla propria volontà di mostrare cinema inedito e assolutamente fresco. Sono infatti da sempre ammesse alla selezione solo opere prime che non sono mai state mostrate né nella nazione di origine, né in altri festival.
Naturalmente questo rende coraggioso ma appassionante il lavoro di cernita messo in atto dai selezionatori del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici Italiani, che ogni anno eleggono i sette lungometraggi ammessi a concorrere per due premi. Il primo, attribuito dal pubblico, è il Premio 25. Settimana Internazionale della Critica “Regione del Veneto per il Cinema di Qualità”. L'altro (al quale però partecipano anche tutte le altre opere prime presenti alla Mostra) è il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima "Luigi De Laurentiis".

I sette film selezionati quest'anno hanno un filo conduttore che consiste nel restituirci - come si conviene a film tipicamente a basso o medio budget (sono opere prime, non va dimenticato) - uno sguardo sulla contemporaneità che passa da "piccole storie": famiglie disfunzionali, conflitti genitori-figli, vicende di migranti e storie di personaggi in crisi.
Le storie "al femminile" la fanno un po' da padrone: è il caso ad esempio di Hai paura del buio, di Massimo Coppola (unico film italiano del gruppo) che racconta la storia di una ragazza rumene in Italia, ma è anche quello di Beyond, esordio alla regia dell'attrice svedese Pernilla August e interpretato da Noomi Rapace, di Martha, film messicano su una donna alla fine della propria carriera, e di Angéle et Tony, dolorosa vicenda di una donna uscita dal carcere che cerca di ricostruire la propria vita e i legami che sono andati distrutti.