Era il 1980 e Carlo Lizzani, all'epoca direttore della Mostra del Cinema di Venezia, volle inaugurare una sezione speciale, chiamata "Controcampo italiano" che avrebbe dovuto dare visibilità a quanto stava accadendo nel cinema italiano, offrendo uno sguardo sulla produzione nazionale che andasse al di là delle testimonianze offerte dai singoli titoli presenti nelle varie sezioni.
L'anno scorso questa formula è stata ripresa, forse più con l'intento di stimolare una crescita che di testimoniarla. E quest'anno "l'esperimento" torna, con una galleria di titoli - cortometraggi, documentari e lungometraggi di fiction e non.

Nonostante ovviamente sia stato dato grande spazio sui media alla presenza del film di Roberta Torre, che aprirà le danze, in realtà saranno i documentari a farla da padrone. Sono ben sette e, sulla carta, tutti estremamente interessanti. Si va dal lavoro di Giancarlo Rolandi e Steve Della Casa - Il meglio è passato (titolo da brivido) - che racconta un momento e una vicenda particolari della storia del cinema italiano, sino a Fughe e approdi, di Giovanna Taviani, sulla relazione speciale e privilegiata delle isole Eolie con il cinema italiano.
Accanto a questi lavori strettamente legati al cinema, ve ne sono poi altri che declinano una vocazione alta e tipica del documentario: la riflessione sul sociale, sulla politica e sulla storia, sia quella che cerca una visione panoramica che quella invece che guarda a fatti più minuti e circoscritti. Al primo genere appartiene senz'altro Ma che storia, che attraverso documenti e cinegiornali dell'Istituto Luce, tenta di ricostruire il percorso storico italiano e la (oggi più che mai visibile) latitanza di un sentimento nazionale condiviso. E sicuramente gli è fratello anche il lavoro di Elisabetta Sgarbi sul valore che oggi si dà in Italia alla cultura.
Sono invece del secondo genere i lavori come Tajabone, di Mereu, che racconta un anno di alcuni studenti cagliaritani, o come Il loro Natale, di Di Vaio, che ci porta a contatto con le mogli, le compagne e la madri dei detenuti del carcere di Poggioreale e di altri istituti di detenzione del napoletano.