Da Venezia a Los Angeles per recuperare il bottino di una rapina.
Una variegata banda (un hacker, un autista, un esperto di esplosioni e uno scassinatore) ruba una montagna di lingotti d'oro da un palazzo veneziano con l'aiuto di un complice interno. Ma a loro volta vengono derubati.
Stanco remake hollywoodiano di un film di rapina degli Anni ’70. Più spot che cinema
Qualcuno sentiva il bisogno del remake di Un colpo all’italiana, modestissima commedia di rapina diretta nel 1973 da Peter Collinson? Certamente non il pubblico che, nonostante la presenza di Michael Caine e di Noel Coward, dimenticò in fretta il vecchio film e non l’ha mai elevato, come invece è accaduto per esempio con Colpo grosso, allo stato di cult. Ma Hollywood, si sa, è ormai specializzata in remake, che raramente azzecca (Ocean’s Eleven, appunto, o The Truth about Charlie, da Sciarada) e molto più spesso invece tritura con la malagrazia di un meccanismo che deve tenere in qualche modo occupati giovani divi in cerca di personalità e mature star in cerca di apparizioni speciali, registi incolori e sceneggiatori a corto di idee. È il caso di questo The Italian Job (che era il titolo originale del film del ’73), dove Mark Wahlberg e Charlize Theron si agitano molto senza fare grande impressione, Edward Norton spreca il suo talento in un ruolo a dir poco “telefonato” e Donald Sutherland fa il babbo saggio e ladro per una decina di minuti. Meglio tacere sugli sforzi degli sceneggiatori Donna e Wayne Powers; mentre il regista F. Gary Gray ha fatto un sacco di video musicali, e si vede: il suo respiro è quello dello spot, in questo caso pubblicitario, per la Mini. Le due scene di rapina e fuga sono godibili; peccato che in mezzo ci siano circa 70 minuti di noia.
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