Nick rappresenta le multinazionali del tabacco; di conseguenza se ne va in giro per il mondo convincendo le persone a fumare.
Un’incursione lucida e amara nell’ipocrisia della società americana. Tra satira e disincanto
Nick Naylor è il portavoce dell’America Tobacco Studies. Ama il suo lavoro, infame, di difensore sfacciato, cinico e vincente degli interessi della lobby del fumo. Divorziato dalla moglie, ha un figlio che cerca di far riflettere sulla bontà del governo Usa e sull’importanza di sostenere i propri argomenti (attenzione al “teorema” del mutuo da pagare). Ha due soli amici, a loro volta portavoce dell’industria dell’alcol (Maria Bello) e delle armi (David Koechner), coi quali commenta freddamente dati e danni. Fino a che una giornalista senza scrupoli si mette di mezzo, proprio mentre un senatore antitabagista (William H. Macy) lo sfida a colpi di confronti televisivi. E mentre Nick cerca di rimettere la sigaretta in bocca alle star di Hollywood per risollevare le vendite (da applauso l’incontro con il produttore cinematografico Rob Lowe). Esordio ragguardevole per Jason Reitman, classe ’77, questa trasposizione del romanzo omonimo di Christopher Buckley. Un importante manifesto satirico, anti correttezza, il cui effetto principale è svelare per paradossi l’ipocrisia della società americana piuttosto che addentrarsi, come Insider, nei meccanismi e negli effetti del potere lobbystico. Tutto o quasi è affidato al talento del (fin qui) sottoutilizzato Aaron Eckhart, lanciato e benissimo usato da Neil LaBute.
Quando in Tv
gio, 31/05 ore 21:15 - Studio Universal
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