K e J, gli agenti speciali che combattono le invasioni aliene, devono sventare l’ennesima minaccia alla Terra contro il cattivissimo Yaz. La missione coinvolge il passato di K che rischia di morire da giovane, negli anni Sessanta, modificando il corso degli eventi. Per impedirlo, J torna indietro nel tempo e si ritrova contro creature extraterrestri tutt'altro che pacifiche.
Il miglior effetto speciale di Men in Black 3 3D, senza nulla togliere al grande Rick Baker, è Josh Brolin, che incarna la versione giovane di Tommy Lee Jones e riesce a farne intravedere le caratteristiche pur interpretando un personaggio piuttosto diverso. Il punto centrale della trama è infatti il viaggio nel tempo, per l’esattezza nel 1969, dove l’agente J di Will Smith deve tornare per salvare il suo allora più socievole compagno, l’agente K, e il mondo intero. Il ritorno della saga a dieci anni dal secondo capitolo ci restituisce anche Barry Sonnenfeld, inspiegabilmente scomparso tra i meandri della produzione e della Tv con la sola e poco eccellente eccezione della commediaccia Vita da camper. Nel cast ci sono poi diverse new entry: Emma Thompson fa la nuova direttrice, un irriconoscibile Jemaine Clement è il nuovo villain, mentre Michael Stuhlbarg dà l’ennesima prova di trasformismo con un ruolo alla Robin Williams. C’è poi ovviamente il 3D, che sbalordisce nella vertiginosa sequenza del salto nel tempo. Si poteva probabilmente fare qualcosa di più con l’ambientazione del 1969, che regala però una folgorante battuta su Mick Jagger e un’irresistibile scena alla Factory di Andy Warhol. Nonostante la parte retrò, il film si conferma fedele allo spirito della serie e delizierà i fan non tanto con le scene d’azione eccessiva, quanto per il cozzare dell’inesauribile loquacità dell’agente J contro la silenziosa serietà dell’agente K.
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