Una curiosa "tetralogia" su passioni e sentimenti.
Quattro capitoli: in _L'innamoramento_, Tommaso è un disoccupato innamorato della borghese Giulia.
In _La crisi_, Barbara e il marito Marco affrontano la loro prima crisi. In _Il tradimento_, la vigilessa Ornella multa gli uomini senza motivo per vendicarsi di un tradimento subito.
In _Abbandono_, Goffredo cerca di superare l'abbandono da parte della moglie con l'aiuto di un audiolibro intitolato _Manuale d'amore_.
Ronde di coppie in un cinema a episodi secondo la tradizione. Comicità discontinua
Il cinema italiano è calamitato (non è una scoperta), nei titoli e non solo, dalla parola “amore”.
Ci saranno ragioni sociologiche o sottili indagini di marketing? La risposta non è di grande aiuto.
Giovanni Veronesi che ha molte delle qualità di un cineasta da buon cinema medio mette in fila coppie che si accoppiano, che stanno scoppiando e che sono scoppiate per tratteggiare alcuni dei vari gradi di alterazione (e di separazione) della vita amorosa.
Corteggiamenti, tradimenti, fughe avanti e indietro, implosioni domestiche hanno le facce di Silvio Muccino, Jasmine Trinca, Verdone, Caprioli, Buy, Rubini, Littizzetto, Abbrescia.
Un simpatico carosello da casting all’italiana. La forma scelta è quella degli episodi con il passaggio di testimone tra i vari personaggi (un’antica tradizione del cinema soprattutto popolare in sintonia con il capestro dei tempi del Tv Show).
L’organizzazione narrativa spinge a fare classifiche tra i vari capitoli. Il più riuscito e divertente è quello interpretato da Carlo Verdone, tenero è quello con Muccino e Trinca, i più noiosi e, talvolta, raggelanti, quelli con Rubini-Buy (il più malinconico) e Littizzetto-Abbrescia.