La strega buona Teodolinda è anziana e vuole andare in pensione ma deve trovare chi la sostituirà.
Per scegliere colei che sarà la nuova "superstrega" si fa aiutare dal drago pasticcione Ettore, che sarà guidato nella ricerca dal magico Libro degli Incantesimi.
Le strade portano a una ragazzina piuttosto sveglia, Martina, che dovrà dimostrare di poter diventare strega superando una serie di prove davvero impegnative e difendendo il potente Libro dalle grinfie del perfido Geronimo e del suo tirapiedi Serafino.
Novità in casa Disney, che per la prima volta punta gli occhi sull’animazione europea, distribuendo un film tedesco tratto da alcuni popolari libri per bambini.
Alla regia c’è un premio Oscar, Stefan Ruzowitzky, vincitore con Il falsario, e la strega protagonista è Pilar Bardem, madre del più celebre Javier, anche lui attore da Oscar.
Inizia il film, non nuova commistione di attori in carne e ossa e personaggi animati, e l’operazione diventa d’un tratto inspiegabile.
La storia del libro magico, protetto da un grasso draghetto, che dovrebbe passare dalle mani della strega Teodolinda a quelle della piccola Martina, non decolla mai ed è visivamente spaventosa.
La morale è modesta, adatta solo ai più piccini, ma le immagini sono cupe e il perfido mago Geronimo è talmente brutto da mettere paura (e, a metà dell’opera, si trasforma in un’assurda parodia di Hitler).
A quale target il film si rivolga resta un mistero, ed è misteriosa la scelta operata dalla Disney, perché la pellicola animata da quelli di Uibù.
Fantasmino fifone non ha nessuna delle qualità garantite per anni dal colosso americano.
Non c’è sogno, nessuna favola, né divertimento. E il pessimo doppiaggio italiano non aiuta.