Chris Gardner, rappresentante di apparecchiature mediche, perde il lavoro, viene abbandonato dalla moglie e diventa un barbone.
L'unica ragione che lo spinge ad andare avanti è suo figlio Christopher, di cinque anni, che vive con lui.
Chris cerca disperatamente un lavoro, fino a quando inizia un lungo tirocinio non pagato in una prestigiosa società di consulenze borsistiche.
Muccino Sr. debutta a Hollywood con un classico film sul fascino perverso del Sogno Americano
Gabriele Muccino sbarca a Hollywood e azzera il suo tratto. Affidandosi alla narrazione classica e al tema del Sogno Americano. The Pursuit of Happiness è infatti ispirato alla storia vera di Chris Gardner, abbandonato dalla moglie con un figlio a carico e un lavoro precario, ma caparbiamente convinto di potere, un giorno, risolvere tutti i problemi e raggiungere, seppur parzialmente, qualche istante di felicità.
Oggi il vero Gardner è un miliardario eletto Padre dell?Anno che si gode i frutti delle sue fatiche, al pari di Will Smith che ha fortissimamente voluto questo film, che produce e interpreta al meglio, al fianco del figlio Jaden.
Se qualcosa di Muccino è rintracciabile è nell?isteria del personaggio impersonato da Thandie Newton, non a caso doppiata nella versione italiana da Sabrina Impacciatore, una delle icone di L?ultimo bacio.
Nei confronti dell?ideologia che pervade la pellicola, Gabriele ha un atteggiamento intelligente: mostra, senza commentarlo, lo sfrenato individualismo di cui si nutre la società statunitense, un discorso di Reagan alla televisione che annuncia (siamo nel 1981) che l?America è indebitata più delle società di calcio italiane, e per contro lascia a un paio di ex hippies il fardello della nostalgia per i bei tempi andati, per gli anni 60, per un mondo più ad altezza d?uomo.
Si sa, negli ingranaggi cinici delle major prima delle idee bisogna far quadrare i conti.