Tra carcere e distese africane, il dramma di un uomo che amava i gorilla.
Il dottor Ethan Powell è uno studioso di primati rimasto per anni nella giungla africana insieme ai gorilla. Aggredito con gli animali, ha ucciso due uomini per difendere il branco ed è stato catturato e rinchiuso in un manicomio criminale in patria. Rifiuta di parlare: tirato per i capelli, reagisce con violenza alla violenza carceraria, sempre guidato da un istintivo senso di giustizia.
Tra carcere, psicologia e distese africane, il dramma di un uomo che amava i gorilla
Dimenticare Hannibal Lecter e le sue cannibalesche imprese. Infatti, nonostante il trucco irsuto e aggressivo dietro al quale si camuffa Anthony Hopkins in “Instinct”, il suo personaggio in questo film ha pochissimo da spartire con il sanguigno serial killer di “Il silenzio degli innocenti”. Il dottor Ethan Powell è semplicemente uno studioso di primati che è rimasto per anni nella giungla africana insieme ai gorilla, che, aggredito insieme agli animali, ha ucciso due uomini per difesa del branco, che è stato catturato e rinchiuso in un manicomio criminale in patria. Rifiuta di parlare; tirato per i capelli, reagisce con violenza alla violenza carceraria, sempre guidato da un istintivo senso di giustizia. Una specie di Diane Fossey al maschile, in cattività. E “Instinct” non sfiora mai neppure per caso l’horror, ma si sviluppa secondo la logica tradizionale del film carcerario, condita con tonnellate di psicologia e con flashback africani en plein air. Troppo lungo (e spesso noioso), diretto senza slanci da John Turteltaub, mette a segno un paio di scene platealmente ricattatorie (di solidarietà tra internati) nel manicomio criminale.
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