Deuce, un nanerottolo con magliette sdrucite, bermuda troppo larghi e sandali da piscina, viene licenziato dal Los Angeles Aquarium.
Il caso lo porta in casa di un famoso e ricercato professionista dell'amore a pagamento, Antoine, collezionista di armi medioevali, proprietario di un costosissimo acquario pieno di pesci pregiati.
Quando il pesce leone si ammala e Antoine deve partire, l'imbranato Deuce deve curare l'infermo, ma provoca un incendio.
Per rifondere Antoine Deuce è costretto a diventare un gigolò.
Fittissima ma moscia la trama comica di questo film scritto e interpretato da una star del “Saturday Night Live”. Molta acqua e poca carne...
Da addetto alle pulizie degli acquari a gigolò sprovveduto e pasticcione. Questo slittamento di ruolo contiene tutto il film e i suoi risvolti comici, fittissimi e mosci.
Deuce (Rob Schneider, co-sceneggiatore della pellicola, autore e attore del “Saturday Night Live”), un nanerottolo con magliette sdrucite, bermuda troppo larghi e sandali da piscina, viene licenziato dal Los Angeles Aquarium.
Il caso lo porta in casa di un famoso e ricercato professionista dell’amore a pagamento, Antoine, collezionista di armi medievali, proprietario di un costosissimo acquario pieno di pesci pregiati.
Quando il Pesce Leone si ammala e Antoine deve partire, l’imbranato Deuce deve curare l’infermo: mette a fuoco e ad acqua la casa dell’ospite.
I danni ammontano a seimila dollari e il protagonista, per procurarsi il denaro, accetta la protezione di un nero e comincia i suoi goffi tour erotici.
Le clienti sono, naturalmente, mostruose: una cicciona che si muove a stento, una gigantessa, la moglie frustrata di un poliziotto, una ragazza affetta dalla sindrome di Tourette, una narcolettica e una soave infermiera senza una gamba.
Nessuna delle tante tracce narrative è sviluppata in modo adeguato: una serie di piccole barzellette interpretate da volenterosi, ma modesti caratteristi.