Operazione molto curata dal punto di vista tecnico e realizzativo ma priva del fascino che caratterizzava la versione del 1940
Steve Martin, Itzhak Perlman, Quincy Jones e Bette Midler sono solo alcuni dei presentatori eccellenti degli otto brani proposti da “Fantasia 2000”, il film che celebra il capolavoro Disney per antonomasia. La presenza del brano “L’apprendista stregone”, con Topolino nei panni del maldestro aiutante di un mago, rappresenta qualcosa di più di un ideale trait d’union con il film del 1940: è l’essenza stessa della convinzione di Walt Disney sul rapporto inscindibile che esiste tra musica e immagine. L’orchestrazione dei sette nuovi brani è stata curata dal maestro James Levine, che fa le veci del mitico Leopold Stokowski. Il più riuscito è quello ispirato da “Il carnevale degli animali” di Camille Saint-Saëns, dove un gruppo di fenicotteri rosa mette in scena una danza con gli yo-yo, sabotata da un irresistibile incapace, che strappa risate a scena aperta. Curioso anche il segmento di “Rapsodia in blue”, ambientato a Manhattan nel 1929, dove un operaio nelle ore di libertà suona il jazz, disegnato in uno stile che ricorda quello dei cartoni U. P.A., o ancora la danza di balene digitali sulle note di “I pini di Roma” di Respighi. In complesso si tratta di un’operazione estremamente accurata dal punto di vista realizzativo, ma priva quel fascino primitivo che sopravvive solo nel piccolo Topolino.
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