Silvio e Ponzi sono amici e compagni di classe in un liceo di Roma. Decidono di partecipare ad un collettivo studentesco nel quale si deciderà se occupare di nuovo la scuola.
Ma più che all'occupazione della scuola i due sono interessati a far colpo sulla ragazza più carina dell'assemblea.
Finalmente si occupa e nella confusione Silvio si trova mano nella mano con Valentina che, in realtà, sta con Martino.
La cosa più grave è che tra i due ci scappa anche un bacio.
Ritmo leggero e regia fluida per una piccola storia di liceali romani
L’amore e la perdita della verginità ai tempi dell’occupazione di un liceo romano.
Il passo della pantera studentesca è distratto dai discorsi e dagli equivoci sentimentali.
Le confidenze, le ripicche, le gelosie, le incertezze, le attese che accompagnano la “gita” verso la maturità.
Maschi e femmine, insieme e simili, nella classe mista della vita. Le discussioni con i genitori, i consigli dei fratelli maggiori, le irritazioni verso quelli minori, le cariche della polizia, il mondo catalogato e diviso in allegre e colorate tribù.
Le discese e le risalite, le corse e le risse tra il Lungotevere e il 1968. Dialoghi intonati e clonati sullo slang di giovani liceali usciti da famiglie della neoborghesia di sinistra.
In casa si leggono i giornali giusti, si ha un passato da difendere o da citare come modello, la depressione e le nevrosi possono contare sull’aiuto dello specialista.
Gli attori credibili e simpatici mettono in scena, con fedeltà, la loro immagine e la loro idea di educazione sentimentale.
La macchina da presa è fluida, il ritmo leggero. Per afferrare o trattenere, per qualche ora in più, gli anni che non sono più in tasca.