Liv ed Emma sono da sempre amiche affiatate. Per entrambe giunge il tanto atteso momento del matrimonio, senonché, a causa di un tiro del destino, scelgono di celebrarlo lo stesso giorno. A quel punto l'amicizia si trasforma in una battaglia senza quartiere per organizzare la cerimonia migliore e riuscire a "catturare" il maggior numero di invitati.
Tra il respiro sentimentale di Marshall e la cattiveria dei fratelli Farrelly. Buono l’affiatamento tra le star
Le forme classiche della commedia matrimoniale in La mia migliore nemica vengono ribaltate. Se infatti si assiste spesso a una guerra tra sessi (Katharine Hepburn e Spencer Tracy hanno in questo senso fatto scuola), nel film di Winick invece la lotta aperta è tra due giovani donne, amiche dall’infanzia. Liv ed Emma iniziano a litigare dopo che il loro matrimonio, nel prestigioso Plaza Hotel, è stato pianificato nello stesso giorno. Una delle due deve cambiare la data ma entrambe non vogliono cedere. Come era già avvenuto in 30 anni in un secondo, anche in Bride Wars c’è un solo spunto, sviluppato però attraverso una scrittura solida grazie anche all’affiatamento tra Kate Hudson e Anne Hathaway. Il film di Gary Winick è sospeso tra il respiro sentimentale del cinema di Garry Marshall e la cattiveria dei fratelli Farrelly; la loro ombra è presente, per esempio, nella scena in cui Liv si ritrova i capelli blu o nel momento in cui le due donne si azzuffano vestite da sposa. Certo, forse la leggerezza del film è tale che rischia l’inconsistenza. Però ha un’affascinante eleganza, proprio come Candice Bergen che appare nella reincarnazione del direttore d’albergo di Pretty Woman.
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