7 episodi sull'infanzia rubata, tra gravi problemi sociali e l'indifferenza degli adulti.
Un’operazione a più mani sull’infanzia negata sponsorizzata dall’Unicef. Il migliore è John Woo
Otto registi per sette episodi sull’infanzia negata, la sofferenza invisibile, la povertà scavata dai capitalismi feroci, la protervia dei grandi, sia nellla sfera privata che in quella pubblica. Un’operazione sostenuta da Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero affari esteri, dalle Agenzie delle Nazioni Unite Pam (Programma Alimentare Mondiale) e dall’Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) che ha trovato la collaborazione di cineasti, musicisti e maestranze, da Spike Lee a John Woo, da Kusturica a Ridley Scott, da Tina Turner a Elisa (queste ultime cantano Teach Me Again, scritto e prodotto dall’artista italiana e pubblicato dalla Sugar di Caterina Caselli). Se Truffaut non fosse stato portato via dalla morte prima del tempo avrebbe sponsorizzato l’iniziativa, nonostante conoscesse bene le difficoltà nel filmare (riportare, rielaborare) gli inciampi di ogni crescita e nel far “recitare” i bambini aggirando l’inevitabile retorica che avvolge, quasi sempre, una storia, un dramma non adulti. E così, i migliori alla fine risultato i capitoletti di John Woo (Son Song and Little Cat), Kusturica (Blue Gypsy) e Spike Lee (Jesus Children of America). Mentre i nostri Veneruso e Cucinotta contribuiscono con lo scontato ma necessario Ciro, con una parte di finanziamenti, mettendoci faccia, anima e corpo.
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gio, 31/05 ore 02:35 - Rai 1
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