A bordo del cargo spaziale Nostromo si introduce un essere mostruoso che semina il terrore.
Versione "Director's Cut" che a quasi 25 anni dall’uscita non sente i segni del tempo grazie al digitale
Alien, nella versione restaurata e rimasterizzata in digitale, con scene inedite e alcune scene della prima versione “limate” con impercettibili tagli, si conferma, a quasi venticinque anni dal suo debutto (1979) un film notevolissimo, una stazione orbitale di idee, suspense, intelligenza narrativa e drammaturgica nello spazio interstellare del cinema di fantascienza e di quello seriale. Le disavventure dei marinai del cargo interplanetario dal nome conradiano, Nostromo, sterminati dall’alieno imbarcato imprudentemente e protetto dalla Madre tecnologica che governa la vita dai navigatori, mostrano rughe lievissime. Non è invecchiato più di tanto l’aspetto tecnovisivo (monitor, programmi, codici, macchinari) del profilmico. Resta abbagliante e archetipica la forma aliena concepita e progettata dal pittore H. R. Giger. Alcune strutture scenografiche custodiscono intatto il fascino maligno e altri ambienti sono un documento da modernariato astronavale. Alla fine degli anni ’70 gli attori (è bello vederli giovani) non hanno abdicato all’estetica degli effetti e la parola regia non ha perduto il suo significato in questa zona del cinema spettacolare. Tra le immagini aggiunte (uno scontro tra Lambert e Ripley, un’inquadratura dell’Alien appeso alle catene prima di un attacco), la più rilevante è la scoperta da parte di Ripley del ”nido” con i resti di Brett e Dallas. Ripley-Weaver, al suo debutto, è la vera Madre-Matrice delle donne forti che seguiranno nei due decenni successivi.
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