"Sono distrutto, non posso andare avanti". La tragedia familiare colpisce il regista di 300 e dei supereroi

Zack Snyder abbandona la lavorazione del suo film, schiantato dal dolore per il suicidio della giovanissima figlia Autumn. Lo aveva tenuto riservato per settimane

Zack Snyder e la figlia Autumn, scomparsa a 20 anni
Zack Snyder e la figlia Autumn, scomparsa a 20 anni
Redazione Tiscali

"Pensavo che sarebbe stato catartico tornare al lavoro seppellirmici dentro per vedere se sarebbe stata una via di fuga". Lo ha dichiarato ad Hollywood Reporter e ribadito sui social network, Zack Snyder. Distrutto dal dramma che ha colpito la sua famiglia. Il regista di film di grande successo, spesso tratti dai fumetti, come 300, Superman e Justice League, ha deciso di lasciare il set, incapace di reagire alla scomparsa della figlia Autumn, che si è suicidata a soli 20 anni. 

Un dolore che travolge

Sulla sua decisione di lasciare le riprese del nuovo capitolo di Justice League, la cui regia è stata affidata a Joss Wheldon, Snyder ha detto: "Questo progetto richiede un impegno intenso, ti consuma. E negli ultimi due mesi sono arrivato a questa decisione… Ho deciso di ritirarmi dal film per stare con la mia famiglia, con i miei figli, che hanno davvero bisogno di me. Stanno tutti passando un momento molto difficile. Anche io sto passando un momento difficile. Non avevo intenzione di rendere pubblica la cosa, pensavo fosse giusto che rimanesse in famiglia, una cosa privata, un dolore che avremmo affrontato privatamente. Ma quando ho capito che avevo bisogno di una pausa, sapevo che sarebbero nate strane voci su Internet. Facciano come credono. La verità è che ora non mi importa di queste cose".

La fine di Autumn

Il suicidio di Autumn Snyder risale allo scorso 20 marzo. La ragazza, molto impegnata sul fronte sociale (aveva avviato con successo una campagna di raccolta fondi per aiutare i senzatetto). Studiava al Sarah Lawrence College e lavorava al suo primo romanzo, quasi pronto per la pubblicazione. Il regista (8 figli) aveva interrotto per due settimane la lavorazione del suo film, per affrontare il lutto e stringersi alla moglie e agli altri figli. Poi il tentativo di tornare sul set. Prima di gettare la spugna.