Soap opera e denuncia nel Cile di Ruiz

Soap opera e denuncia nel Cile di Ruiz
di Ansa

(ANSA) - LOCARNO, 10 AGO - Il Cile "maledetto" post-dittatura descritto con un collage di soap-opera come se la realtà non esistesse: è l'allegoria di 'La telenovela errante' di Raul Ruiz, che arriva sullo schermo postumo a 27 anni dall'inizio delle riprese grazie alla moglie-complice Valeria Sarmiento che lo porta, in prima mondiale, al '70 Locarno Festival': una delle 'chicche' annunciate e molto attesa dai cinefili che prende parte al Concorso internazionale. E' una pellicola di "cinema estremo, sperimentale, molto molto cileno", ha spiegato la produttrice Chamila Rodriguez in conferenza stampa. Il film è un insieme di sketch divisi in sette capitoli, anzi dias, giorni, tenuti insieme da un fil rouge sul tema dell'assurdo. Iniziato nel 1990, quando Ruiz tornò dal suo esilio in Cile alla fine della dittatura di Pinochet, e non concluso per mancanza di fondi, è stato completato dalla vedova e co-regista Valentina Sarmiento, che ha ritrovato tra Parigi, gli Usa e il Cile i nastri con il girato, la sceneggiatura, il sonoro.