"Nato a Casal di Principe", al cinema la storia vera, senza eroi

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di Askanews

Roma, (askanews) - E' un film ambientato in terra di camorra, dove non ci sono né eroi né criminali da mitizzare, né sparatorie spettacolari, "Nato a Casal di Principe", diretto da Bruno Oliviero, ispirato alla storia di Amedeo Letizia, nei cinema dal 25 aprile. Letizia, oggi attore e produttore, aveva raccontato in un libro la storia del rapimento e della scomparsa del fratello ventenne Paolo, nel 1989. Solo lo scorso anno è stata confermata la condanna per il suo omicidio a due esponenti del clan dei Casalesi. Oliviero nel film mostra le reazioni dei familiari nelle settimane successive al rapimento. Amedeo Letizia, ispiratore e produttore del film, racconta: "Il film mi ha fatto riprendere in mano un problema enorme, un mostro che avevo dentro, affrontarlo e vincerlo in qualche modo. La perdita di mio fratello ovviamente rimane ed è assolutamente indelebile, però emotivamente mi ha riappacificato con me stesso. Mi sembra di aver dato una vendetta vera a mio fratello. Ho vendicato veramente mio fratello con l'arma della cultura".Alessio Lapice interpreta il giovane Amedeo che torna a casa per cercare la verità dopo il rapimento, Donatella Finocchiaro la madre che cerca aiuto nella religione, Massimiliano Gallo il padre, che credo nella giustizia. Il film mostra il dolore di persone comuni, che reagiscono in maniera diversa, in un territorio in cui, 30 anni fa, non c'era possibilità di ribellarsi. Secondo il regista, "E' un film che ha un valore catartico molto forte, perché permette alle persone che hanno subito senza poter reagire e senza reagire nel modo giusto, di riconciliarsi un po' con questo aver subìto. E' come se il film fosse un'autoanalisi di un territorio".Rispetto a 30 anni fa, però, a Casal di Principe molte cose sono cambiate, e proprio lì sta nascendo un'Accademia del cinema per i ragazzi del territorio: "Noi per trovare i giovani ventenni che hanno interpretato il film abbiamo fatto un cast intorno a tutta l'area di Casal di Principe che è durata mesi. Loro volevano riscattare questo silenzio dei padri"."Oggi Casal di Principe" conclude Letizia, "è sicuramente un'altra cittadina. Vuole riscattarsi e con forza gridare che Casalesi è un popolo, non è un clan".