Il bello e dannato di Francia e la più talentuosa d'Italia uniti da un'esperienza totalizzante

Videointervista a Louis Garrel e ad Alba Rorwacher, interpreti di "I fantasmi di Ismael". Lui: "Ho cercato di scoprire come si costruisce la magia"; Lei: "È stato vertiginoso"

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Louis Garrel e Alba Rohrwacher. Lui è il bello e dannato del cinema francese. Figlio d’arte (suo padre è Philippe Garrel), fragile e scarmigliato come un dandy d’altri tempi sembra appena uscito da uno di quei film esistenziali e autoriali che tanto ama. E ovviamente è anche una benedizione dei giornali di gossip per le sue storie d’amore, prima con Valeria Bruni Tedeschi e poi con Laetitia Casta, che ha sposato in gran segreto. Lei è l’attrice italiana più talentuosa con una carriera fatta di successi e di scelte d’autore, come i film di Marco Bellocchio, Matteo Garrone e Saverio Costanzo, che è anche il suo compagno nella vita. A unirli è stato il film di Arnaud Desplechin, uno dei registi più significativi dell’ultimo ventennio francese, che li ha voluti in “I fantasmi d’Ismael”, film di apertura del Festival di Cannes 2017 che uscirà nelle sale italiane il prossimo 25 aprile. Un film che contiene tante storie in un labirinto di intrecci avanti e indietro nel tempo.

Louis

Un labirinto di storie e intrecci

La storia è quella di Ismael Vullard (Mathieu Almaric) un regista e sta per girare un film su Ivan (Louis Garrel), un atipico diplomatico ispirato da suo fratello. Ismael non ha ancora superato la morte del suo grande amore Carlotta (Marion Cotillard), avvenuta vent’anni prima. Nonostante una nuova storia con Sylvia (Charlotte Gainsbourg), che per lui rappresenta tutto. Ma alla vigilia dell’inizio delle riprese, Carlotta ritorna dal mondo dei morti, rimettendo in discussione ogni cosa. Un film in cui il regista chiama a ricomporre il puzzle della vita, non sono solo i personaggi ed i temi a lui più cari, ma anche i fantasmi dei suoi maestri, Bergman, Truffaut, Hitchcock. Louis Garrel e Alba Rohrzwacher in questa videointervista concessa a Tiscali.it parlano di questa esperienza totalizzante e vertiginosa che li ha uniti nell’amore per un regista così particolare come Desplechin.

Alba

"Mi sono innamorato del suo cinema a 17 anni"

Ecco cosa dichiara Louis Garrel: “Lavorare con lui era il mio sogno da adolescente. Mi ero completamente innamorato del suo film “Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle)”. È una storia di formazione, molto generazionale. In Francia chiunque voglia fare cinema ha il sogno di questo film perfetto, che mistifica un gruppo di amici e racconta una storia romanzata piena di poesia. Così ho sempre seguito tutti i suoi film. Poi l’ho anche conosciuto e infine lui mi ha coinvolto in “I fantasmi d’Ismael”. Lavorando con lui ho cercato di capire come si costruisce la magia ma devo ammettere che ancora c’è qualcosa che non ho capito”. Gli fa eco Alba Rohrwacher : "È stata una vertigine prendere parte a questo film. È stato totalizzante, nonostante io avessi un personaggio con uno spazio ristretto. Per me Arnaud rappresenta qualcosa a cui io tengo profondamente e che io ammiro. La sua fiducia verso il cinema è qualcosa che riconosco e stimo”.