Helen Mirren a Roma: Credo nel grande potere dell'immaginazione

Helen Mirren a Roma: Credo nel grande potere dell'immaginazione
di Askanews

Roma, 13 feb. (askanews) - Helen Mirren lotta contro i fantasmi nel suo ultimo film, "La vedova Winchester", diretto da Michael e Peter Spierg, nei cinema dal 22 febbraio. L'attrice premio Oscar, a Roma, ha spiegato che questo thriller sovrannaturale è ispirato alla vera storia di Sarah, misteriosa ereditiera della famiglia produttrice di armi, che trasformò la sua casa californiana in una gigantesco labirinto. Nel film questa casa è infestata dai fantasmi morti a causa di un'arma Winchester. "Non credo nei fantasmi, crederò nei fantasmi quando ne vedrò uno. - ha affermato l'attrice - Credo però nel grande potere dell'immaginazione umana, e ritengo che siamo soltanto all'inizio del percorso di scoperta sul funzionamento dell'immaginazione umana, sul nostro cervello, su cosa sia lo spiritualismo, lo spirito. Diciamo che sono un'agnostica".Mirren è rimasta affascinata da questa misteriosa donna, sempre vestita di nero, che si ritirò dalla vita pubblica dopo la morte del marito, non uscendo mai di casa. La sua dimora è ancora visitabile, e l'attrice ci è entrata. "Era una persona estremamente interessante dal punto di vista psicologico. - ha affermato - Ho pensato molto a lei, ho cercato di andare in profondità nell'analizzarla, ma comunque attorno a lei c'è un mistero. Detto questo parliamo di un film sui fantasmi, che punta principalmente all'intrattenimento"."La vedova Winchester", in seconda lettura, è anche un film contro le armi. E lady Mirren a questo proposito ha detto: "In America c'è una cultura delle armi, che non credo che finirà, che ha come unica giustificazione il denaro. - ha affermato - Ma d'altra parte molti Paesi sviluppati sono colpevoli, compreso il mio, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Cina, la Russia, l'Italia, la Francia. Tutti quanti vendono armi a Paesi in via di sviluppo o ai signori della guerra. In questo senso penso che siamo tutti colpevoli. E' molto facile puntare il dito contro gli Stati Uniti, ma credo che dovremmo essere tutti coscienti di quali siano le nostre responsabilità".