L'ex moglie di Gabriele Muccino: "Il mio matrimonio era fatto di violenze"

Dopo tanti anni di silenzio e una sentenza che finalmente le dà ragione, la violinista Elena Majoni racconta della sua lunga battaglia per essere creduta e non solo

L'ex moglie di Gabriele Muccino: 'Il mio matrimonio era fatto di violenze'
Elena Majoni con Gabriele Muccino
di Maria Elena Pistuddi   -   Twitter: Just_Mep

Ha raccontato l'amore nella sua forma più genuina e romantica, ma nella vita lo ha maltrattato fino alla violenza. E se non fosse stato per la confessione di suo fratello, avvenuta dopo anni di faide familiari, probabilmente ancora oggi non ci crederebbe nessuno. Eppure, sì, il regista de "l'Ultimo bacio", Gabriele Muccino è arrivato a picchiare, fino a costringerla a rivolgersi al pronto soccorso, la sua ex moglie, Elena Majoni. Dopo anni di silenzio, la celebre violinista riesce a dare sfogo alla sua rabbia. Troppi sei anni trascorsi con un marito violento, troppe le tracce che la sua anima ma anche il suo corpo conservano addosso. Un timpano danneggiato e una lunga cicatrice dietro la tempia rappresentano la prova che nn mente.

Dopo anni di silenzio, la svolta

Per tanti anni nessuno aveva creduto ad Elena. Nonostante la denuncia e il regolare processo, la vicenda giudiziaria si era infatti chiusa senza condanna: mancavano i testimoni. Di fatto, l'unico che poteva dire qualcosa al riguardo era il fratello di Gabriele Muccino, Silvio. Che però inizialmente aveva tentennato. "Volevo proteggere la famiglia", avrebbe spiegato qualche anno dopo durante un'intervista a "L'Arena", di Massimo Giletti. Poi, nel 2015, la svolta. Quel fratello reticente decide di vuotare il sacco. Troppa la stima per la ex cognata, che oltretutto tante volte si era più volte rivolta a lui proprio per cercare di comprendere il perché di tanta volenza. Silvio consegna quindi a Elena Majoni una dichiarazione scritta da depositare in Tribunale. 

E il Tribunale le dà ragione

Grazie a quella preziosa testimonianza, la vicenda si è conclusa con una importante decisione da parte della Corte d'Appello che le ha riconosciuto l'affido esclusivo del figlio, come gà deciso in primo grado. E' una vittoria che certamente lascia l'amaro in bocca, ma che restituisce la dignità ad una donna che per tanto tempo non è stata creduta da nessuno. "Ora finalmente posso riprendere a vivere - racconta al Corriere della Sera. Non sono una bugiarda e non lo sono mai stata. E il ricordo torna a quella maledetta domenica di diversi anni fa: uno schiaffo a mano aperta, la corsa al pronto soccorso. "Sono fortunata" - ammette, proprio nei giorni in cui si festeggia la Festa della donna. Per tante come lei, purtroppo, le violenze finiscono nel peggiore dei modi.