Neri Parenti difende Brizzi ma la sua frase è peggio di un bavaglio

Il regista dei "cinepanettoni" si dice incredulo di fronte alle accuse che hanno travolto il collega e dopo averlo difeso passa all'attacco. In maniera non convenzionale

Neri Parenti difende Brizzi ma la sua frase è peggio di un bavaglio

L'ondata di fango che in poche settimane ha travolto il regista Fausto Brizzi potrebbe trascinare con se tanti altri nomi illustri. Come del resto è accaduto oltreoceano, dove dopo l'apripista Weinstein i birilli sono caduti a cadenza quasi regolare (vedi Dustin Hoffman e vedi anche Kevin Spacey). Potrebbe, appunto. Non futuro certo, ma condizionale. Sì perché se è vero che Asia Argento ha gettato il primo sassolino spingendo anche altre "temerarie" ad aprire la bocca, qualcuno potrebbe riuscire con abile astuzia a zittirle (ma poi perchè?) ancora una volta. Non si può leggere in altro modo la dichiarazione shock del regista dei cinepanettoni Neri Parenti che non solo non ammette che Fausto Brizzi possa esser "rovinato" da qualche attrice anonima, ma ha praticamente minacciato di "silenziare" per sempre chi si macchiasse di un simile peccato. "Io una di quelle signorine - ha detto con franchezza - non la prenderò mai nei miei film. Insomma, un pizzino in piena regola o, forse uno sasso lanciato con l'obiettivo di arginare il fiume dello scandalo prima che travolga altri nomi. Magari più celebri.

Denunce anonime? Neri Parenti non ne azzecca una

Ma torniamo alla difesa dell'amico Brizzi. "Ho lavorato con Fausto per più di dieci anni praticamente tutti i giorni e ho continuato a frequentarlo negli anni successivi, argomenta Neri Parenti". Poi il giudizio, che non ammette repliche, sulle sue detrattrici. "Io a questa cosa non credo, e continuo a non crederci nonostante una decina di attrici abbiano fatto il suo nome. Io non credo a dr. Jekyll e mr. Hyde: lo conosco da tanti anni, non penso possa mettersi a fare queste cose che sono deprecabili". Il regista, intervenuto ai microfoni di 'Circo Massimo', su Radio Capital, si sofferma poi sulle modalità di quelle denunce. "Denunce anonime? Non me lo spiego. Se cerchi la notorietà e poi fai l'intervista a volto coperto, non hai la notorietà e poi non è un aiuto per la tua carriera professionale". A ben vedere, le accusatrici di Brizzi non sono affatto anonime. Alcune, vedi la modella Alessandra Giulia Bassi e l’ex miss Italia Clarissa Marchese, hanno raccontato le proprie esperienze mettendoci se non la faccia il nome e cognome. Insomma, la difesa fa acqua da tutte le parti anche quando Neri Parenti si lascia andare a qualche ammissione "Non escludo che nella mia categoria ci siano persone che si comportano male, cerca di mediare il regista, ma non escludo neanche che nella categoria di chi cerca un effimero successo ci sia un tentativo di prendere una scorciatoia.

Moccia, dalla difesa all'attacco: "Non è normale fare i provini in camera da letto"

Tralasciando la bomba social che le brillanti dichiarazioni del regista hanno innescato in poche ore, ecco che a spendere qualche parola in favore di Brizzi ci pensa Federico Moccia, 54 anni, regista e sceneggiatore come lui. Che parla in maniera diversa, più soft, e per certi versi è come se vivesse davvero "Tre metri sopra il cielo". Anche lui che il regista finito nella bufera dice di conoscerlo bene, si dice incredulo per quanto accaduto, non riesce proprio a puntargli il dito contro. Perlomeno non direttamente. Piuttosto, funché ci riesce, cerca di giustificarlo. Di lui in una lunga intervista al Corriere della Sera dice: "Io le scene raccontate a Le Iene non riesco a immaginarle anche se è più facile pensare che sia accaduto davvero". Poi alla domanda del giornalista se ritenga normale organizzare dei provini a due, attrice e regista, è costretto a dichiarare la sua resa. Seppur in maniera sibillina. "Io preferisco lavorare con la produzione - ammette - con la mia addetta al casting che mi fissa gli appuntamenti. E spesso - aggiunge non si ha nemmeno necessità di incontrare dal vivo gli interpreti, a volte basta un book fotorafico". Per dirla chiaramente: non è normale che un regista faccia i provini in camera da letto. Insomma, una difesa a metà, certamente lontana da quella forse tendenziosa e in stile "pizzino" del collega Neri Parenti.