A Cannes con Euforia

valerio sammarco

A Cannes con Euforia
di Cinematografo

“Se devo raccontare la dimensione esistenziale nel mondo di oggi, cerco drammaturgicamente quei pochi elementi che credo ancora intoccati, e la morte è la regina dei nostri pensieri, delle nostre paure, che cerchiamo sempre di eludere”.

Valeria Golino torna a Cannes cinque anni dopo Miele, e porta la sua opera seconda – Euforia – ancora una volta in Un Certain Regard. “Lo dico senza nessuna finta umiltà, volevo tornare in Un Certain Regard perché credo che sia la sezione giusta per questo film, poi certo se Frémaux mi avesse offerto il concorso non gli avremmo detto di no”, risponde la regista quando le chiediamo se non si aspettasse la “convocazione” per gareggiare per la Palma d’Oro.

 

Euforia, che arriverà poi nelle sale italiane in autunno con 01 distribution, è la storia di due fratelli. Di un nuovo incontro, dopo che la vita li obbliga a riavvicinarsi a causa di una situazione difficile.

Uno è Matteo (Riccardo Scamarcio), giovane imprenditore di successo, affascinante, dinamico e spregiudicato. L’altro, il maggiore, è Ettore, (Valerio Mastandrea), rimasto nella natia Nepi, ad insegnare nelle scuole medie. Un uomo cauto, che per non sbagliare ha sempre preferito rimanere un passo indietro, nell’ombra.

“E’ vero, se mi fermo a teorizzare trovo che questo e il precedente siano due film speculari e opposti. In Cinematografo.