Weinstein: "Sono devastato". Ma altre attrici lo accusano. Jane Fonda: "Sapevo, mi vergogno di non aver parlato"

Lo scandalo che ha travolto il produttore si allarga Oltreoceano: indaga anche Scotland Yard. Lea Seydoux e Cara Delevingne tra le star molestate

Weinstein: 'Sono devastato'. Ma altre attrici lo accusano. Jane Fonda: 'Sapevo, mi vergogno di non aver parlato'
Redazione Tiscali

"Sono profondamente devastato. Ho perso mia moglie e i miei figli, coloro che amo più di ogni altra cosa". Harvey Weinstein, travolto dallo scandalo di accuse sessuali, reagisce così. Parla con il magazine “Page Six” schiacciato dalla valanga di accuse, fino a dichiarare di sostenere la scelta della moglie che ha fatto le valigie, sebbene speri ( !) in una riconciliazione. Potrebbe però essere questo soltanto l'inizio di una vicenda per la quale adesso si prospetta anche una svolta giudiziaria, con la polizia di New York e quella di Londra tornate al lavoro. Non solo. Anche l’Fbi ha aperto un’inchiesta. Weinstein intanto si sarebbe ricoverato in un centro di riabilitazione in Arizona, dopo una drammatica lite nella casa di Los Angeles della figlia Lily, che ha chiamato la polizia dicendo che il padre era depresso e minacciava di suicidarsi.

Fabrizio Lombardo smentisce Asia Argento

Novità anche sul fronte italiano. Fabrizio Lombardo smentisce Asia Argento. L'ex capo di Miramax Italia si dichiara "sorpreso" e "amareggiato" per le dichiarazioni dell'attrice che lo aveva tirato in ballo nel caso del predatore seriale Harvey Weinstein. "La notizia che avrei accompagnato Asia Argento presso la suite del Sig. Weinstein in un noto albergo mi sorprende e mi amareggia in quanto non vera ed evidentemente frutto di un ricordo lontano e distorto. Ricordo perfettamente”, dice Lombardo, attraverso il legale,  che fu referente Miramax in Italia tra il 1999 e il 2004, “che la sig.ra Asia Argento mi fu presentata proprio dal Sig. Weinstein a Cannes, che già la conosceva. Non sono al corrente della vita personale del sig. Weinstein e della Sig.ra Asia Argento i cui rapporti nel corso delle rarissime occasioni in cui li ho visti insieme, negli anni successivi, mi sono sempre apparsi sereni e cordiali".

Nella Grande Mela la polizia torna a scartabellare fra le denunce per controllare se vi fossero in passato accuse di aggressione o molestie contro il produttore cinematografico, oltre al caso già emerso e da cui scaturì una indagine nel 2015. Il caso che ha messo in moto la macchina investigativa è quello di Lucia Evans, una studentessa aspirante attrice, che aveva accusato Weinstein di averla costretta ad un rapporto di sesso orale nel 2004: “Mi aveva incontrata in un club di New York, e da allora chiamava in continuazione. Anche la sua assistente mi cercava, e alla fine avevo accettato di vederlo nel suo ufficio. Eravamo soli, e lui aveva iniziato a parlare della possibilità di girare dei film. Quindi mi aveva aggredita, chiedendomi di fare sesso orale. Io avevo resistito, ma non abbastanza. E’ un uomo grande; alla fine mi ha soverchiato con la sua forza e io mi sono arresa. Da allora vivo con il senso di colpa, per non aver fatto di più per fermarlo”.  Il dipartimento di polizia di New York incoraggia inoltre chiunque abbia informazioni sulla vicenda ad andare avanti, mentre intende contattare donne che hanno parlato dei loro incontri con Weinstein nell'articolo del New Yorker.

Jane Fonda: "Sapevo, mi vergogno di non aver parlato"

Anche Jane Fonda, intervistata da Christiane Amanpour sulla Cnn, parla dello scandalo e ammette: "Sono venuta a conoscenza di queste accuse riguardo ad Harvey circa un anno fa e mi vergogno di non aver detto niente in quel momento". E racconta di averlo saputo da Rosanna Arquette, una delle tante attrici molestate dal produttore. "Sono contenta che questa storia stia venendo fuori. Sono orgogliosa di quei colleghi attori che stanno parlando. È una cosa molto, molto, molto, difficile da fare. Se sei la vittima, non si ottiene niente". E poi spiega: "A Hollywood e ovunque, in uffici e imprese in tutto il mondo; nei bar, nei ristoranti, nei negozi, le donne vengono aggredite, abusate, molestate e viste per essere semplicemente oggetti sessuali, anziché come interi esseri umani ".

Le accuse di Lea Seydoux e Cara Delevingne

Intanto oltre l'Atlantico, Scotland Yard indaga dopo aver ricevuto una segnalazione fatta dalla polizia del Merseyside riguardante un caso che sarebbe avvenuto nella capitale britannica negli anni Ottanta. Ad oggi Weinstein ha negato vi sia stato alcun incontro o contatto non consensuale, ma la lista delle accuse continua a crescere. Vi compaiono anche i nomi di Lea Seydoux e Cara Delevingne. "Stavamo parlando e all'improvviso mi saltò addosso sul divano", ha raccontato in esclusiva al “Guardian” Lea Seydoux, rievocando il periodo della produzione del film “Spectre”. Ma la star francese va anche oltre e sbugiarda coloro che oggi mostrano di cadere dalle nuvole nel jet set: "Tutti sapevano chi era Harvey e nessuno ha fatto nulla... per decenni".

La top model e attrice Cara Delevingne, in un messaggio online ripreso dal Mirror, riferisce a sua volta di essere sfuggita al tentativo di Weinstein di attirarla in un incontro sessuale a tre. Ma c'è anche l'attrice britannica Kate Beckinsale: aveva 17 anni quando Weinstein la accolse in accappatoio per un meeting nella sua stanza al Savoy Hotel, ha raccontato su Instagram. E poi, l'ultima in ordine di tempo, una donna che con il produttore fece un colloquio per un posto da babysitter e lui la ricevette in boxer e canottiera.

Al coro di condanne si aggiunge quella durissima della Academy degli Oscar che definisce la condotta descritta nelle accuse come "ripugnante", affermando che terrà una riunione urgente sabato prossimo per "discutere le accuse contro Harvey Weinstein e ogni azione garantita dall'Academy".

L'annuncio segue i passi fatti della British Academy of film and television arts (Bafta) per sospendere la membership del noto produttore di Hollywood.

Un altro scandalo all'orizzonte

Intanto lo scandalo a sfondo sessuale a Hollywood si allarga. Un altro pezzo grosso del mondo del cinema, il capo degli studios Amazon Roy Price, è stato accusato di molestie sessuali, dopo il caso del produttore Harvey Weinstein. Isa Hackett, produttrice di una serie Amazon e figlia dello scrittore Philip K.Dick, lo ha accusato di averle fatto delle "proposte" usando un linguaggio "crudo" e "suggestivo". In un articolo pubblicato sull'Hollywood Reporter, Hackett racconta che l'incontro in questione avvenne dopo l'evento Comic-Con a San Diego nel 2015, durante la promozione della serie "Man in the High Castle". L'avvocato della produttrice, Christopher Tricarico, ha confermato la circostanza. In una email il legale precisa che la Hackett non intende perseguire legalmente la Amazon, nè Price.