Simone Damiani: "Il mio Torno subito in Rete a disposizione di tutti"

di Laila Di Naro

Un film minestrone fatto di esperienze personali e citazioni cinematografiche e letterarie. Simone Damiani, regista di Torno subito, disponibile in Rete gratuitamente, definisce così la sua opera. Un esperimento al passo con i tempi, è il primo ad essere stato realizzato per il Web, ma anche una scelta obbligata perché dice: “Abbiamo visto troppi buoni film italiani naufragare e finire nel dimenticatoio per colpa di una distribuzione che non arriva mai. E così abbiamo deciso che la missione di questo film sia quella di farsi vedere in tutti i modi possibili”. Ora spera di essere contattato da un produttore che voglia investire su di lui e il suo gruppo perché fiducioso sulle loro capacità. 

Intanto iniziamo dal titolo: Torno subito, a cosa allude?

"Siete mai passati davanti ad una vetrina con un cartello con la scritta "Torno subito"? Cosa vuol dire subito? E se non si dovesse tornare mai più? Questa è una delle domande che si pongono i personaggi del nostro film". 

Un film che tocca temi reali come l'amore, i tradimenti e la difficoltà di molte persone. A cosa vi siete ispirati?
"Il nostro film è un minestrone di idee e citazioni, provenienti dal cinema, dalla letteratura, dalla filosofia e dalla nostra vita vissuta. Vediamo un po' chi le riconosce".

Dal punto di vista della comunicazione si può parlare di una vera novità: è il primo film italiano da scaricare gratis dalla Rete in alta definizione. Una idea moderna ma dal risultato incerto. Un esperimento
"Abbiamo visto troppi buoni film italiani naufragare e finire nel dimenticatoio per colpa di una distribuzione che non arriva mai. E così abbiamo deciso che la missione di questo film sia quella di farsi vedere, in tutti i modi possibili. Prendiamo la Rete come punto di partenza, e poi, chissà". 

Cosa vi aspettate?
"Ci aspettiamo che tutti quelli che premono PLAY su loro lettore multimediale non abbiamo poi voglia di premere FFWD o addirittura STOP. Ci aspettiamo che in uno dei prossimi giorni ci contatti un produttore e ci dica:'Visto che avete fatto questo film senza budget, vediamo cosa sapreste fare con un po' di soldi'. Sono convinto che per fare cinema servano soldi, ma non troppi, il giusto. Abbiamo scelto una storia che non avesse bisogno di budget, ma esistono storie stupende che per essere raccontate hanno bisogno di grandi mezzi. Voglio dire, se serve un elicottero, ci deve essere un elicottero. Immaginate Apocalypse Now senza elicotteri".

 Tecnicamente come è stato fatto il film?
"Il film è stato girato in alta definizione. E' affascinante girare in pellicola, ma i tempi e i costi di quel tipo di lavorazione non si sposavano al nostro progetto. Così, su invito del nostro direttore della fotografia, Fabio Tibaldi, abbiamo sperimentato uno standard di ripresa che oggi sta riscuotendo grande successo tra i cineasti indipendenti. La nostra stessa camera è stata usata per esempio anche dalla regista Anna Negri per girare il suo ottimo Riprendimi". 

Quanto vi è costato?
"Nulla. E' stato un piccolo miracolo produttivo. Tutti i membri della troupe hanno dato il loro contributo alla produzione. Alcuni hanno messo a disposizione i propri materiali tecnici, altri la loro esperienza nel mondo del cinema, altri ancora hanno messo nel progetto tutta la propria passione e determinazione. Altri ancora la propria gastrite cronica, ma chi non ce l'ha nel mondo del cinema?".

I film su Internet saranno il futuro, considerato che c'è già la Web tv?
"Un attimo. Noi abbiamo fatto di necessità, virtù. Credo che il posto ideale per guardare i film rimangano le sale cinematografiche. Mi piace tutto della visione in sala: attendere trepidante di entrare, incrociare curiosamente gli sguardi degli spettatori che escono, isolarmi dal mondo spegnendo tutti gli aggeggi telefonici ed immergermi completamente nella storia che sto guardando. Mi piacciono soprattutto i piccoli cinema, magari nel centro delle città e dei paesi, che si possono raggiungere a piedi. In quei cinema a volte ci si trova anche a parlare con i gestori, e non è raro che si dica: 'Perché non affitti quel film lì, il prossimo weekend'. Non mi piacciono invece i grandi cinema multisala che sorgono alle periferie delle città. E poi finisco sempre per dimenticare dove ho parcheggiato la macchina".

 Un cast di attori emergenti, piccoli e adulti. Su quali requisiti avete puntato per selezionarli?
"Per scegliere gli attori mi affido al mio sesto senso. Faccio fare agli attori un provino su parte. Se durante l'interpretazione mi fanno sentire un brivido, un brivido vero e proprio, allora li scelgo. Non avendo un produttore alle spalle, ho avuto moltissimo tempo per poter scegliere i miei attori, e questo mi ha permesso di selezionarli perfetti per i vari ruoli. Non ho fatto con loro solo semplici provini. Ci siamo visti più volte, davanti a caffè ed aperitivi. Ho avuto modo di conoscerli a tutto tondo, imparando a capire i loro punti di forza e le loro debolezze. Per me è molto importante il lato umano degli attori, intendo dire la loro capacità di entrare in sintonia con il resto del cast e della troupe. Nella mia piccola esperienza ho imparato che se su un set c'è nervosismo, questo finisce inevitabilmente nella pellicola. Se c'è invece un'atmosfera positiva e rilassata, allora il prodotto finale ha senza dubbio una marcia in più". 

Un lavoro di pazienza insomma
"Tutta la troupe ed il cast è stato selezionato attraverso Internet, con un certosino lavoro di ricerca nei social network. Non si tratta di figli di papà che vivono di rendita. Ognuno di loro ha un vero e proprio lavoro, che spesso non ha nulla a che vedere con il cinema. Abbiamo dovuto così girare nei fine settimana, rinunciando ad un bel po' di sonno".

Dite di non essere una casa di produzione né un'associazione. Il vostro obiettivo e quello di "dimostrare che si può fare cinema senza essere figli di… e senza darla a…" Sottintende qualche esperienza vissuta?
"Molti di noi si sono scontrati contro la dura realtà del mondo del cinema, spesso fatto di raccomandazioni e scambi di favori. Esistono però anche molte persone oneste in questo settore, che hanno il coraggio di dare spazio agli emergenti. Molto spesso però la difficoltà di inserire forze nuove è determinata dai tempi eccessivamente ristretti che vengono imposti al cast ed alla troupe. Ad esempio, un attore poco esperto, che non sa ripetere gli stessi movimenti in ogni take, può diventare un serio problema. Oggi, anche per fiction di qualità, ci si trova a dover girare 8-9 minuti di buone, ovvero immagini che poi verranno effettivamente montate nel prodotto finito. Questo comporta il fatto di dover avere una troupe perfettamente rodata ed affiatata. Basta che l'ingranaggio abbia una rotella che non gira come dovrebbe, e tutto il meccanismo si blocca".

Cosa pensa del cinema italiano?
"C'è chi dice che nel cinema italiano odierno manchino le idee, diversamente da come avveniva negli anni '60 e '70. Il fatto è che in quel periodo il nostro Paese ha vissuto una vera e propria rivoluzione, come tutto il resto del mondo occidentale. Oggi invece l'Italia è ferma. Quindi purtroppo è normale che anche le discipline artistiche rispecchino questo stato di immobilismo. Ritengo però che anche il saper raccontare questa situazione di stasi sia un'ottima sfida. Noi con il nostro film ci abbiamo un po' provato. Ci siamo riusciti?".