Meryl Streep ai Golden Globes castiga il presidente Trump e chiama alle armi Hollywood

di Cinzia Marongiu   -

Che fosse la più brava di tutte non l’ha mai messo in dubbio nessuno. Ora però Meryl Streep insieme con il Golden Globes alla carriera si è presa anche un altro riconoscimento in diretta televisiva: quello dell’attrice più coraggiosa e battagliera di Hollywood. Il suo lungo e inusuale discorso alla 74° edizione degli antipasti degli Oscar, come vengono chiamati i Golden Globes assegnati per dall’Hollywood Foreign Press Association è stato capace di commuovere ma soprattutto di scuotere il la società civile e il mondo politico, anche perché a essere preso di mira è stato soprattutto il presidente Usa Donald Trump, messo sotto accusa dall’attrice per le sue idee razziste e xenofobe.

Così Meryl, l’attrice più premiata della storia dei Golden Globes, ha esordito con questa battuta: “In questo momento noi apparteniamo al gruppo di persone più denigrato della società americana. Pensateci: Hollywood, gli stranieri e la stampa”. Ma cosa sarebbe Hollywood senza gli stranieri? Senza coloro che l’hanno resa grande pur essendo nati fuori dagli Usa? Ecco cosa ha detto la Streep: “Hollywood è piena di outsider e stranieri, e se li cacciamo tutti non resterà altro da guardare che il football e le arti marziali miste, che non sono davvero arte”.

Poi l’attrice ha ricordato la volta in cui durante la campagna elettorale Donald Trump aveva imitato e preso in giro un giornalista disabile che lo aveva criticato: “Mi ha spezzato il cuore quando l’ho visto, e non riesco a togliermelo dalla testa perché non era in un film, era la vita vera. Questo istinto di umiliare l’altro, quando è impersonato da qualcuno con una visibilità pubblica, qualcuno di potente, arriva nella vita di tutti quanti, perché autorizza altri a comportarsi nello stesso modo. La mancanza di rispetto causa altra mancanza di rispetto, la violenza incita altra violenza, e quando i potenti usano la loro posizione per maltrattare gli altri, perdiamo tutti quanti. E questo mi porta a parlare della stampa: abbiamo bisogno della stampa per tenere a bada il potere, questo è il motivo per cui i nostri padri fondatori hanno voluto che la sua libertà fosse riconosciuta dalla costituzione”.

Infine la conclusione che ha il sapore di una chiamata alle armi diretta a tutti i colleghi di Hollywood ricordando Carrie Fisher, l’attrice scomparsa pochi giorni fa: “Come mi disse una volta la mia amica, la principessa Leila: “Prendi il tuo cuore spezzato, fallo diventare arte”.