
Jovanotti con Michael Franti
Jovanotti fa l'americano, esce l'album per il pubblico Usa
Lorenzo vuole fare l'americano. Già da un po'. Jovanotti aveva parlato delle sue mire di sfondare presso il pubblico a stelle e strisce.Ai suoi fan non saranno sfuggite le ospitate "strategiche" nei suoi dischi (e viceversa) dei Tribalistas, di Michael Franti e di Ben Harper, solo per citare alcuni esempi eclatanti di questa voglia di pubblico internazionale. Che ora si concretizza con un album antologico edito dalla Ato, l'etichetta americana del cantante e chitarrista Dave Matthews.
L'Italia non basta più - Nella copertina di Italia 1988-2012, Jovanotti è ritratto durante un concerto a Città del Messico. A testa in giù, per truccare ultriormente le carte e lanciarsi verso un territorio da conquistare. L'impresa è improba, gli americani non amano affatto il musicista che esce troppo dalla sua "etnia", lo dimostra il successo da quelle parti di Andrea Bocelli, costruito su tutti gli stereotipi attraverso cui la cultura statunitense guarda al mondo del pop italiano e a quello dell'opera. Che farsene di un rapper italiano che ha i groove uguali a quelli di tanti eroi di casa propria? Gli si può concedere una piccola fetta di pubblico, non di più.
Riletture e brani acustici - Nella produzione affidata a Ian Brennan (che ha firmato
Tassili dei Tinariwen, premiato con il Grammy) la musica di Jovanotti viene reinventata. Ma non in modo da "pompare" ulteriormente brani già molto strutturati, piuttosto spogliandoli di ogni orpello per tornare alla canzone eseguita per voce e chitarra. Succede con
Mezzogiorno 2012 o
Una storia d'amore. Altrove Lorenzo rappa sulle basi provvedute da Tv On The Radio e dagli stessi Tiraniwen. Chissà se funzionerà. Di certo c'è che il piano americano di Jovanotti prosegue. Tra fine anno e i primi del 2013 si trasferirà con famiglia negli Usa e terrà una cinquantina di concerti in vari club di New York.
06 agosto 2012
Redazione Tiscali
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