
Arisa
Arisa di nuovo a Sanremo: "Vedrete come sono cambiata"
di Cristiano Sanna
C'è anche lei sul palco del Teatro Ariston,
dal 14 al 18 febbraio, in gara con la canzone
La notte, per la terza volta al Festival di Sanremo. Dove tutto è cominciato nel 2009 con il grande successo di
Sincerità e la vittoria fra le nuove proposte. L'anno successivo la raffinata e ironica
Malamorenò ebbe minore fortuna.
Arisa non si è certo spaventata: ha contiinuato a fare la sua musica, pop caleidoscopico, con un lavoro sempre molto attento sul look da personaggio dei fumetti. E' anche grazie a questo che è stata promossa in tv, dove è diventata giudice di
X-Factor con la migrazione del format sul satellite. Il 15 esce il nuovo album
Amami, il resto ce lo racconta la diretta interessata.
Arisa, come le piace presentare La notte, la canzone che porta in gara a Sanremo?
"E' una ballad sulla fine di un amore, quando tutto ti scorre nella mente come nel riavvolgimento di un film. Il brano fa parte del nuovo album Amami che contiene dodici inediti scritti da me con Giuseppe Anastasi. Credo che scoprirete una Arisa diversa da come l'avete vista e ascoltata finora. Avrò anche il piacere di duettare con José Feliciano in una nuova versione di Che sarà".
Nel brano ritroviamo lo stesso eclettismo musicale dei tempi di Sincerità?
"Stavolta ho cercato di enfatizzare la mia descrizione di un sentimento, è come se avessi fatto un concept album sui tanti volti dell'amore. E' stato un grandissimo onore per me affidare la cura delle musiche al grande Mauro Pagani. Molti mi chiedono come mi vestirò e pettinerò per Sanremo 2012. Anche lì ci saranno di volta in volta novità, francamente comincio a stancarmi di essere sempre al centro dell'attenzione per i miei look. Vorrei che venisse dato più risalto alla musica e alle parole di La notte".
Quanto le ha dato e cosa le ha tolto l'esperienza come giudice di X-Factor?
"Non mi ha tolto nulla, anzi mi ha offerto l'occasione di confrontarmi a tutto campo con molti giovani talenti assolutamente degni di attenzione. Al fondo di tutto c'è molta passione, la mia come la loro per il mestiere del musicista".
Lei viene da un percorso un po' più accademico e tradizionale, si è formata come autrice al Cet di Mogol. Oggi i talent show accelerano i tempi di confronto con il pubblico. Sono davvero un'opportunità oppure funzionano come macchine televisive tritatutto che rischiano di bruciare i giovani talenti?
"X-Factor è una grande opportunità dal punto di vista dell'affinamento del proprio talento e della visibilità. Ma è chiaro che da lì tutto comincia. Nella musica paga il duro lavoro, un percorso che dura anni e che va fatto con grande impegno e intensità. Altrimenti resta solo l'illusione che qualche settimana di esposizione televisiva sia l'equivalente di una carriera".
09 febbraio 2012
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