
Matteo "Il Cane" Dainese
Il Cane e la via indipendente al pop: "Libero di abbaiare come piace a me"
di Cr.S.
Niente male, quanto a sprezzo del pericolo, se fai musica e scegli come nome d'arte Il Cane. Scritto proprio così, con maiuscola rafforzativa. Dietro questa definizione di sé si nasconde (e nemmeno tanto) Matteo Dainese. Già batterista di Meathead, Here e Ulan Bator, poi metà del duo elio p(e)tri, ora libero di abbiare come preferisce, ascoltare per credere l'album Risparmio energetico.
Matteo, in giro ci sono anche I cani e Iosonouncane. Com'è che l'indie italiano è attratto da questo animale?
"Nel mio caso Il Cane è una scelta dettata dal tipo di animale che può essere tante cose: il migliore amico dell'uomo ma anche un imprevedibile bastardo randagio. Fino a poco tempo fa ero l'unico cane in giro tra club e dischi, poi i randagi si sono moltiplicati".
Gratti l'etichetta "indie" e trovi canzoni pop, giusto?
"Sì, senz'altro, le mie sono canzoni. Piccole produzioni per la mia etichetta aperta anche a dischi di altri musicisti che stimo".
L'album Risparmio energetico è ricco di ospiti della scena indipendente italiana, da Appino degli Zen Circus fino a Molteni dei Tre Allegri Ragazzi Morti, fino a Ru Catania degli Africa Unite.
"Sì, il fatto è che io sono prima di tutto un batterista e che ho suonato con un sacco di gente. Anche molto prima che nascesse La Tempesta Dischi, la comunità musicale che mette in contatto molti artisti della scena indipendente italiana".
Quando comincia il tour?
"Dal 6 febbraio azzarderemo qualche data qua e là, da marzo c'è una bella fila di concerti che mi porterà dal mio Friuli fino alla Sicilia".
27 gennaio 2012
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