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Barbacci: "La musica è in pieno mutamento, se ne rendano conto anche i talent show"

di Cristiano Sanna
Luciano Ligabue, Negrita, Roy Paci e Aretuska, Gianna Nannini, Edoardo Bennato. Sono alcuni dei nomi della nostra musica che hanno incrociato in sala di registrazione Fabrizio Barbacci. Chitarrista e produttore, Barbacci si è saputo ritagliare un posto di tutto rispetto tra gli addetti ai lavori, quelli che i dischi contribuiscono in modo determinante a "disegnarli", dando loro un carattere tale da conquistare il grande pubblico. Dopo Carlo U. Rossi e Gianni Maroccolo, con Barbacci proseguiamo la serie di confronti con chi interagisce con gli artisti, dando una sostanziosa mano a rendere completo un progetto che, nelle sue potenzialità spesso è fluttua a mezz'aria nella testa (e in qualche provino fatto in casa) del musicista di turno.
Fabrizio, su quali produzioni lavora in questo momento?
"Sto ultimando il disco di Emma, la vincitrice di Amici. A seguire mi occuperò del prossimo album dei Negrita".
Prendiamo ad esempio tre artisti: Ligabue, Negrita, Roy Paci. Qual è stato il suo approccio nel lavoro con loro?
"I Negrita sono un caso a parte. Nel senso che abbiamo letteralmente cominciato insieme. Ci siamo conosciuti tempo fa in un locale di Arezzo. Io sono un chitarrista, suonavo in un'altra band. Dopo esserci conosciuti, parlo della fine degli anni Ottanta, decidemmo di cominciare assieme: loro come band con la voglia di realizzare l'album d'esordio, io come produttore alle prime armi. Con loro mi sento proprio uno della band, non solo coordino le registrazioni in sala ho fatto da manager e sono coinvolto in modo più ampio dal punto di vista artistico. Ligabue arrivava con i pezzi già scritti e con idee di arrangiamento. La sua band dava già un'impronta sonora caratteristica ai brani. Liga ci teneva molto, ci ha sempre creduto, a sviluppare quel sound chitarristico che poi è diventato un suo marchio tipico. Un suono che piace molto anche a me e che ho cercato di rendere a partire dalla sensibilità di Luciano. Con Roy Paci ho approfondito il mio avvicinamento ai suoni latinoamericani che già mi interessavano dai tempi di L'uomo sogna di volare dei Negrita. Per me è stato un modo di mettere alla prova la mia curiosità per altre culture, ed una vera rigenerazione dopo anni di chitarre dal suono rock. Ma vorrei ricordare anche il lavoro con Bennato e Nannini: avere a che fare con due personalità così forti è un'esperienza che arricchisce".
Crisi della discografia tradizionale da una parte, nuovi scenari per la musica legati al Web. In questo panorama che va ridefinendosi la figura del produttore ha ancora senso?
"Direi proprio di sì, perché ciò che sta cambiando è soprattutto il modo di vendere la musica. Diventa sempre più difficile avere un budget a disposizione per fare un album, chi fa questo mestiere deve imparare a gestire in modo ottimale meno risorse. Dunque la creatività, mescolata al giusto bagaglio di esperienza, può diventare un valore aggiunto messo a disposizione dei musicisti. D'altra parte ho il massimo rispetto per i ragazzi che credono nella loro musica e trovano il modo di produrla da sé e di promuoverla grazie alla Rete".
Per concludere parliamo del fenomeno dei talent show che ha preso piede anche nel nostro Paese. E' davvero un aiuto per la musica o risponde piuttosto a logiche puramente televisive?
"I detrattori di trasmissioni come Amici e X-Factor tendono a vedere solo il secondo aspetto. In realtà quei programmi danno comunque ai giovani musicisti spazi altrimenti inesistenti. Il loro principale limite è di tendere a premiare le voci soliste, gli interpreti. Manca ancora il senso del progetto complessivo, magari legato ad una band o ad un artista che sia anche autore della sua musica. Ma credo che sia solo una questione di tempo. Perché sono parecchi gli addetti ai lavori della musica che tengono d'occhio i talent show e che ne intuiscono le potenzialità ancora inespresse. A quel punto bisognerà vincere la diffidenza del pubblico che si è abituato a premiare, mediamente, il giovane con una bella voce attorno alla quale vengono confezionate canzoni di grande presa popolare".
 
08 luglio 2010
 
 
 
  
  
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Incassi della settimana dal 07/05/2012 al 13/05/2012
Incasso: € 2,131,779
Regia: Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg
Attori: Alyson Hannigan, Jason Biggs, Seann William Scott
Genere: Commedia
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