Membro fondatore dei Litfiba, di cui ha scritto e arrangiato molti tra i brani più amati. Creatore dei Csi e del collettivo Consorzio produttori indipendenti che ha lasciato un'impronta indelebilmente "a parte" nella scena musicale italiana degli anni Novanta. Ideatore del collettivo A.C.A.U. (con, tra gli altri, Consoli, Pelù, Renga, Fiumani, Agnelli), ora attivo insieme ad Ivana Gatti, come bassista dei Marlene Kuntz (che contribuì a lanciare) e nel progetto collettivo Beautiful (dove lui e i Marlene interagiscono con Howie B). Nel mentre Franco Battiato rilegge a suo modo il lavoro da lui svolto con i Pgr.
Gianni Maroccolo è uno dei simboli della musica italiana resistente. Intendendo questo termine come consapevolezza di certi valori nati dalle ceneri della guerra, dunque come approccio alla musica che ha nel senso di comunità, nel valore delle cose da dire, nella cura artigianale la sua ragione d'essere e la migliore cifra stilistica. Con Maroccolo (dopo
Carlo U. Rossi) prosegue il nostro viaggio tra i cambiamenti che vive la musica, divisa tra una vitalità infinita e la crisi della discografia nel mezzo del guado di una transizione ancora tutta da comprendere.
Gianni, cominciamo con spiegare cos'è Al-Kemi Lab, la sua nuova iniziativa?
"Con piacere. Al-Kemi Lab vuole essere un laboratorio creativo aperto a chi pensa in modo non allineato agli schemi imperanti, e alle regole rigide del mercato. Una comunità dove accendere collaborazioni tra mondi apparentemente distanti, come quello della musica prodotta con software digitali e le foto, i video, i materiali appartenenti ad una più antica tradizione artigiana. Faremo produzioni piccole, spesso a tiratura limitata. In un mondo in cui si pensa in grande, noi torniamo al piccolo, ma molto curato. E come scriviamo nel manifesto che presenta il progetto: per troppo tempo gli artisti hanno pensato a produrre, non a dire. E' ora di prendere posizione. Con Tony Verona e Beppe Godano lavoriamo a questo progetto da tempo, ora comincia a prendere forma".
E' una iniziativa che si riallaccia all'esperienza del Consorzio produttori indipendenti?
"Sì, del Cpi conserva l'anima. Negli anni Novanta siamo riusciti a dare voce e visibilità a gruppi che altrimenti non avrebbero mai avuto spazio nel circuito promozionale italiano. Con una serie di iniziative collaterali (come il bollettino Il Maciste, la mailing list, le newsletter, il booking dei concerti) che andavano a completo supporto degli artisti che facevano parte del Consorzio. Oggi tornare su quei passi e tracciare un ulteriore percorso è più difficile: la musica sul Web non è più una novità, la discografia tradizionale è una sorta di deserto indifferente ai talenti emergenti, le radio fanno intrattenimento a base di chiacchiere, per poi passare sempre i soliti brani imposti dal direttore di rete pagato per non guardare in altre direzioni. Ma ne abbiamo molta voglia: basta con questo silenzio, con questa indifferenza".
E' possibile fare la guerra all'italietta musicale dei talent show?
"Nessuna guerra, per carità. Ma è importante dare segnali differenti. I talent obbediscono alla logica della tv, non alle necessità della musica. E fanno passare un messaggio dannoso: che un pischello possa usare il piccolo schermo come scorciatoia per la notorietà. Invece che lavorare con serietà e costanza al suo progetto artistico, darsi il tempo di crescere, trovare la propria voce".
L'idea di Al-Kemi Lab ricorda, a tratti, l'avventura della Cramps di Gianni Sassi, che lanciò gli Area
"E' vero, quello fu un laboratorio che ho sempre ammirato. Un esempio anche per me, anche se i tempi sono cambiati. Molti ricordano la Cramps, come pure il Cpi, perché al fondo di quanto si faceva c'era la cultura del lavoro. Che alla fine paga. Sempre. Servirà tempo ma andremo avanti con determinazione".
Per chiudere, una curiosità: viste le considerazioni fatte durante questa chiacchierata, che musica ascolta Gianni Maroccolo?
"Al 90% musica che proviene dalle cantine. Da giovani artisti, da gruppi che tentano di sviluppare il loro stile, la loro voce. Musica di cantina, già. La mia preferita da sempre".
16 giugno 2010