"Addio Selen, mi chiamo Luce e faccio la mamma". Quattro anni fa in una intervista queste erano state le sue parole, appena successive alla nascita del secondogenito Gabriele. Ora
Selen torna e lo fa nelle vesti di deejay. E' uscito il cd singolo
The Star Of The Night a cui la ex attrice e vj ha lavorato insieme a Peter Kharma, Andrew M e Sofia Di Vuono, sotto la supervisione del produttore esecutivo Claudio Petronici. E comincia un tour per discoteche e club che potrebbe preludere all'uscita di una complilation che la veda in veste di
selector.
Luce, come nasce l'idea di riproporre Selen nelle vesti di deejay?
"In modo molto casalingo. Negli ultimi anni ho preferito sparire dalle scene e dedicarmi completamente a mio figlio, godendomi la casa e le cose semplici di tutti i giorni. Non andavo nemmeno a feste, al cinema, nei locali. L'unico modo di stare con gli amici era organizzare cene. Cosa che ho fatto trattando ogni invito come un evento: dedicandomi alla cucina, alla musica e alle luci giuste per creare un ambiente ideale per stare in compagnia. E' proprio a tavola che Claudio Petronici, produttore e mio amico, si è complimentato per il mio buon gusto nella scelta musicale e per le mie capacità di fare pubbliche relazioni. Così mi ha proposto di tornare in pubblico come deejay. E siccome io e la tecnologia siamo su due galassie differenti, per imparare a usare mixer e consolle sono dovuta andare a scuola da un dj professionista".
Proporsi come Selen Dj significa che finalmente ha fatto pace con il periodo del suo passato legato all'hard?
"Da un certo punto di vista sì, ma mi sono anche resa conto che tra gli addetti ai lavori dello spettacolo Selen è ancora oggi molto più conosciuta di Luce Caponegro, nonostante io negli ultimi dodici anni mi sia dedicata al teatro, alla recitazione per il cinema e alla conduzione di programmi musicali con il mio vero nome. Tanto che mi sorprendo e mi chiedo perché la maggior parte delle persone mi vede come Selen e basta".
Probabilmente perché quando era impegnata nel porno il suo personaggio ha lasciato il segno, nel bene e nel male.
"Beh, allora vorrei che mi considerassero un'artista anche in quegli otto anni che ho passato sui set hard, e che non sminuissero per questo motivo ciò che ho fatto dopo aver lasciato il mondo del cinema per adulti".
Da come parla dà l'impressione di non ricordare volentieri quel periodo. Perché?
"Perché l'ipocrisia della gente è insopportabile. Se mi identificano come Selen significa che i miei film li hanno visti. E allora perché atteggiarsi a moralisti o fare della facile ironia?".
In futuro la rivedremo, come Selen o come Luce, tra cinema brillante e commedie a teatro?
"Non saprei. L'unica cosa che posso dire è che al momento non ricevo offerte di questo tipo. E siccome amo reinventarmi e ho da sempre la grande passione per la musica, ora sono totalmente concentrata sulla mia carriera di deejay".
Scriverà mai un libro di memorie sul suo percorso così particolare?
"Certo, ho in mente di dare alle stampe la mia biografia e il materiale da sistemare è tanto. Ma tra il mio lavoro con la musica e quello di mamma il tempo è sempre ridottissimo".
Negli ultimi anni attori e attrici porno sono stati sdoganati sui vari media: come opinionisti, ospiti da talk show, protagonisti di programmi televisivi. Lei consiglierebbe ad una giovane di cominciare dall'hard per dare la scalata al mondo dello spettacolo?
"Assolutamente no. Perché rischia di segnarti e di bruciarti per sempre. Io ho fatto film a luci rosse per ribellione, ero una ragazza allegra e sensuale che non ne poteva più di essere compressa nel perbenismo ipocrita. Ma l'hard non aiuta a fare altri mestieri, anche nello spettacolo, anzi rischia di impedirlo. Dunque oggi a una giovane direi: se hai un bel corpo mostralo, magari in foto ad alto tasso artistico. Ma il porno no".
16 marzo 2010