Come riaccendere la fiammella della passione per il mestiere di libraio e rimettere in discussione il rapporto con il cliente, cioè il lettore, quello che entra in libreria con la curiosità di trovare un titolo intrigante al di là del potere di marketing delle grandi case editrici. Da questa scommessa con se stesso Patrizio Zurru, titolare di una libreria a Cagliari ma molto attivo anche come agente letterario e organizzatore di eventi legati alla pagina scritta, è partito per sparigliare le carte della solita routine fatta di "ce l'ha il libro best-seller del momento?-Prego, eccolo qua". E ha deciso di scegliere una piccola, misconosciuta novità editoriale per sfidare a singolar tenzone i colleghi librai italiani attraverso il social network di Facebook. Al centro della gara a chi è il migliore venditore c'è il libro
Lo Zebra, scritto in Francia da Alexandre Jardin, tradotto e anzi in buona parte riscritto in Italia con l'assenso dell'autore da Sara Saorin, libraia e mente della piccola casa editrice Camelopardus. La sfida dell'estate è in pieno svolgimento, abbiamo chiesto a Zurru, Saorin e al collega siciliano Fabrizio Piazza di illustrarci i dettagli del singolare match di Facebook-selling in corso.
Patrizio Zurru, avete puntato su un titolo misconosciuto, alla larga dai soliti successi editoriali annunciati. Un modo per rendere la sfida ancora più affascinante?
"Eccome, lo spirito del Facebook-selling è proprio questo. Sfruttare la propria abilità nel consigliare al lettore un libro che valga davvero la pena di leggere, e amplificare questi segnali attraverso il social network. La prima gara era nata come sfida tra me e Fabrizio Piazza durante la scorsa Fiera del Libro di Torino. Arrivammo a gareggiare tra gli stand del Lingotto per vedere chi riusciva a vendere più copie di Gridare, il bel libro di Ricardo Menendez Salmon edito da Marcos Y Marcos. Non solo fu un'esperienza divertente, ma ridiede linfa al nostro ruolo di librai indipendenti. Così abbiamo deciso di replicare, sempre appoggiandoci a Facebook".
Fabrizio Piazza, che riscontri state avendo dal Facebook-selling?
"La gara è appena partita, ma è come un contagio positivo che intriga sempre più colleghi. Fino alla seconda metà di settembre continueremo a usare il social network per in curiosire i potenziali lettori e a promuovere la nostra sfida sui media. La scommessa è offrire un'alternativa alle solite librerie zeppe dei soliti libri. Nessuno vorrebbe entrare in un supermercato dove hai solo otto prodotti, anche se vendono tantissimo. Stessa cosa vale per i libri. Ce ne sono tantissimi, ignorati dai media, che meritano l'attenzione dei lettori più esigenti. Il Facebook-selling nasce per parlarne, farne parlare e creare un rapporto di autentica fiducia tra librai e lettori".
Sara Saorin, esiste un premio per il libraio italiano che venderà più copie di Lo Zebra?
"Il primo premio è verificare la propria professionalità, la capacità di sapere consigliare chi legge ed evitare che libri insoliti e interessanti finiscano nel dimenticatoio. Ma il vincitore sarà premiato anche con la presentazione nella sua libreria di un nuovo titolo in uscita nazionale a fine estate. Di solito il libraio che ospita l'evento partecipa alle spese vive, in questo caso saranno coperte dalla casa editrice".
Lei è traduttrice, editrice per la Camelopardus e anche coautrice di Lo Zebra. Come ha fatto a trasportare nella Padova di oggi la bizzarra storia che Alexandre Jardin ha ambientato in Francia?
"In realtà Lo Zebra, storia incredibile di un uomo che non si arrende agli stereotipi e dopo anni di matrimonio fa di tutto per stupire la moglie e strappare il loro rapporto alla routine, era così immerso nella realtà francese da costringermi ad una marea di note a pie' di pagina. Quindi ho avuto l'idea di riscrivere l'ambientazione, trovando la giusta "location" in Italia. La storia è talmente romantica e paradossale da costringere me e Jardin ad evitare alcune scelte: niente Verona, faceva troppo Shakespare. Niente Toscana, gli aspetti buffi della vicenda avrebbero evocato Benigni. Niente latin lover da Suditalia. Era necessaria un'ambientazione snob, provinciale, in una città a vocazione vitivinicola. Così è venuta fuori Padova, che conosco molto bene. Ed è partita la gara tra librai via Facebook. Il nostro obiettivo non è tanto fabbricare l'ennesimo best seller che dopo tre mesi è già merce ammuffita in libreria, ma avere un libro long-seller".
05 agosto 2009